2016

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Il 2016 di Mediawork… in attesa del 2017!

Ritornare a casa, trovare una nuova famiglia, scoprire la forza delle idee e dei colori. Il 2016 di Mediawork è stato ricco di momenti emozionanti, di gioie e soddisfazioni, che ci hanno fatto crescere insieme in quest’anno, che volge ormai al termine.

Nuovi clienti e nuove opportunità hanno riempito le nostre ferventi giornate. Dalla creatività dei Grafici, dei Copywriter e del Direttore Artistico, è nato a febbraio il #ProgettoFuoco per Moretti Design, brand italiano di stufe e caldaie che da cinquant’anni riscalda le case di tutta Europa.

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Le nostre pubblicità sono arrivate sui quotidiani nazionali La Repubblica, Il Corriere Della Sera, La Gazzetta dello Sport, “dipingendo” sulle pagine grafiche e sinuosità che hanno contribuito al successo del marchio e ci hanno reso orgogliosi delle ore trascorse al tavolo delle riunioni per rendere concrete le nostre idee migliori.

Le tante emozioni ci hanno travolto non solo per cose belle, ma anche per i distacchi: un pezzo importante del nostro team ci ha salutato alla fine dell’estate. Un Diego soltanto non bastava per superare l’immagine di una scrivania vuota: l’arrivederci da tutti i DIEGHI di Mediawork è stato il nostro modo per ringraziarlo di sei anni di collaborazioni intense e vincenti.

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Vi salutiamo con le parole delle nostre Graphic Designer e Webmaster, che racchiudono il mantra dell’ufficio: scadenze, tensione e tanto impegno, ma soprattutto “BE NICE”.

“Mediawork è collaborare, condividere le difficoltà, le urgenze dell’ultima ora, trattenersi a chiacchierare, ridere e scherzare a fine giornata. Capire quello che ci aspetta quando sentiamo solo nominare il cliente: in arrivo scadenze e tensione perenne.. ma dopotutto “siamo una squadra!”

“Le idee valgono più di un grande tesoro. Ho studiato tanti teoremi ma qui ho trovato quello perfetto: CREATIVITÀ+ INGEGNO = INVENZIONI UNICHE.”

E tutta, ma proprio tutta, la squadra vi augura di trascorrere delle feste fantastiche, brillanti scoppiettanti, brindando all’arrivo del nuovo anno.

Noi vi attendiamo per trascorrere insieme il 2017.

BUONE FESTE!

dal team di Mediawork

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Una giornata allo Smau di Napoli per il team di Mediawork

Giovedì 15 e Venerdì 16 dicembre si è svolto presso la Mostra D’Oltremare lo SMAU, che ha riunito aziende e start-up del settore Media e Nuove Tecnologie in un ampio programma di workshop e incontri con relatori di spessore, che hanno presentato prodotti, servizi o tecnologie, offrendo la possibilità di interagire con sessioni di “Domande e risposte”.

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Il team di Mediawork, sempre in aggiornamento, ha avuto modo di conoscere, interagire e sperimentare tutte le novità presenti in fiera, restando affascinato dalla Realtà Virtuale Immersiva, adottabile da i vari professionisti di settore, per un’esperienza unica a 360° e dalle stampanti 3D, nuove frontiere della grafica e della produzione di materiali.

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Interessanti Workshop  quello su Storytelling Online, a cura della Dario Flaccovio Editore, tenuto da Anna Pernice, autrice del blog Travel Fashion Tips, che ha dato dritte sull’engagement del pubblico di lettori.

Angela Perego, docente alla SDA Bocconi, ha invece fatto luce sulla Trasformazione digitale e l’Omnicanalità, sottolineando l’importanza di una gestione cross channel  diretta da “un’unica regia”, potenziando la customer experience in ogni singolo canale aziendale.

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Un’esperienza interessante che ci ha aperto nuove opportunità e ci ha dato tante nuove idee per il prossimo anno, in cui torneremo ancora più carichi e proiettati nel futuro.

Stay Tuned per nuovi aggiornamenti su tutte le novità di Mediawork.

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Instagram supera i 600 milioni di utenti

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L’azienda, acquisita da Mark Zuckerberg due anni fa, è cresciuta da 300 a 600 milioni. Un boom incredibile, e si prevede una crescita in percentuali a due cifre per i prossimi tre anni. Le funzionalità sempre più smart, hanno permesso all’applicazione di catturare un numero sempre maggiori di utenti, grazie all’integrazione di stories, alle dirette live, e ai messaggi inviati tramite Direct e le nuove norme sulla privacy.

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Il maglione brutto di Ceres vs Save the Children #ChristmasJumperDay

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Se hai un maglione brutto ti regaliamo un’etichetta peggio”. Parola di Ceres, che punta all’engagement proponendo di fotografarsi con il maglione più brutto che si possiede., ricevendo in cambio un gadget altrettanto brutto.

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Iniziativa molto simile al #ChristmasJumperDay  di Save The Children che mira a raccogliere fondi per i bambini meno fortunati.  Il paragone è saltato subito all’occhio dei copywriter italiani, che in tanti hanno fatto notare la somiglianza troppo esplicita tra i due progetti, soprattutto per la diversità dei fini.

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Al di là di ogni originalità ideativa, siamo tutti invitati a donare 2 euro fino al 25 dicembre al numero 45522 per supportare la missione di Save the Children a sostegno dei bambini italiani e nel mondo.

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Le soluzioni ai problemi della vita a portata di Ikea

Come è possibile aumentare le visite al sito e far comparire i prodotti della propria azienda al primi posti nelle pagine di ricerca Google? Ikea ci ha dato una lezione di Seo, rinominando tutti i prodotti con i titoli più digitati in Svezia sul motore di ricerca.

Rispondere perfettamente alla domanda/offerta degli Svedesi, dando la soluzione ai problemi della vita reale è stato l’obiettivo dell’azienda di mobili e accessori per la casa. Una strategia che mostra in modo esplicito, ma molto ironico, ai propri clienti la motivazione esatta all’acquisto di quel determinato prodotto. “Perché la vita evolve ogni giorno e tutto, proprio tutto, può migliorare” se acquisti da Ikea, è lo spot che potrebbe sintetizzare il cuore di questa nuova campagna.

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Se un marito russa, per evitare un litigio di coppia, ci pensa Ikea, con il suo divano “My partner snores”.
Se invece si è arrivati ai ferri corti e si cerca una via d’uscita da una relazione difficile da gestire, la cartina geografica “Find a way back to each other” potrebbe aiutare a individuare il posto più lontano per scappare dal proprio partner.

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E se invece si è innamorati, ma il fidanzato non risponde? Acquistare il caricabatterie “He doesn’t text back” è la risposta per porre fine ad ansie e gelosie.

Chi non vorrebbe trovare una soluzione in modo così semplice a problemi che ogni giorno ci sottraggono tempo ed energie?

Social trend

Amazon Go: scegli il prodotto ed esci, senza pagare

Dopo aver rivoluzionato il modo di fare acquisti online, Amazon rivoluziona gli acquisti nei negozi fisici. Amazon Go è il progetto messo a punto dal colosso americano, per eliminare i tempi di attesa in fila al supermercato.

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Si entra, si prende ciò che serve e si va via.  Niente di più comodo nei grandi contesti urbani, dove i ritmi di vita sono sempre più alti. L’esperimento partirà da Seattle con uno store di 160 mq, per aprire successivamente altri punti vendita in tutti gli Stati Uniti.

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Se non ci sono cassieri e non si paga all’uscita, come avviene l’acquisto? All’ingresso i clienti utilizzeranno un’apposita applicazione per cellulare, tramite la quale scannerizzare un Qr code. Attraverso la tecnologia “Just Walk Out”, un sistema di sensori e telecamere rileverà i prodotti scelti e la quantità, e il conto arriverà direttamente sullo smartphone. È un cambio di marcia decisamente futuristico, che non punta ad una riduzione del personale, ma semplicemente ad una ottimizzazione dei tempi.

Curiosi di scoprire come funziona? Nel video Amazon mostra come avverranno gli acquisti.

 

Social trend, Web & Social

#MIA2016 – FESTA DELLA RETE. TUTTI I VINCITORI

Sabato 3 dicembre si sono tenuti i Macchianera Internet Awards, #MIA2016 per i nerd, che hanno premiato le migliori categorie web italiane, votate dal pubblico.
39 categorie, 381 nomination, 127.358 votanti, 2.532.145 i singoli voti. I vincitori parlano chiaro: la differenza la fa chi sa parlare alle persone. Ecco a voi le categorie più interessanti:

La testata online <a href="http://Lercio.it" >Lercio.it è stata premiata come Miglior Sito in assoluto con 33.738 voti, davanti a Giallo Zafferano e Il Fatto quotidiano, vincendo anche nella categoria Miglior sito di satira con 33792 preferenze, battendo in solitaria le veterane Spinosa.it e Nonciclopedia che ottengono meno della metà dei voti.

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La pagina Facebook che ha ricevuto più approvazioni è Commenti memorabili: con 17623 voti conquista i follower a colpi di risate mettendo in evidenza i commenti degli utenti associati alle foto più improbabili.
Il Miglior personaggio-influencer del web è il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana con 28543 voti, diventato ormai un’icona per i suoi tweet e post su Facebook. Suo è anche il Miglior Hashtag #webeti, che ha ottenuto la medaglia per il neologismo più condiviso del 2016.

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Non si smentiscono gli “-er” italiani. Miglior Tweeter è il re dell’Edicola mattutina Fiorello con 20269 voti. Miglior Youtuber, la guru veneta del trucco trapiantata a New York Clio Make Up con 29336 voti. Fedez viene eletto il Miglior Instagramer con 13143 preferenze, mentre lo scettro di Miglior sito Fashion & Beauty va alla fidanzata blogger e modella Chiara Ferragni per The Blonde Salad con 25046. Francesca Crescentini, premiata per aver raccontato ai follower i suoi libri preferiti su LibriniTegamini è la Miglior snapchatter con 6471 voti.

Con i suoi video divertentissimi sulla vita delle donne, il Personaggio rivelazione dell’anno è Tess Masazza con 26422 voti. Non si può dire che sia stato altrettanto gradito Matteo Salvini, decretato il Peggior cattivo online da 16532 persone. Sulla scia dei dibattiti, la Miglior polemica online è quella scatenata da Gianni Morandi e la sua spesa al supermercato di domenica ottenendo con 13956 voti.

Amazon strappa di misura lo scettro a Netflix, premiata come Miglior canale tv, aggiudicandosi il titolo per Miglior Brand Online dell’anno.

Least but not last, cosa sarebbe il web senza i professionisti del settore? La Miglior Web Agency italiana è la milanese We are social con 6491 voti.

Lifestyle

Preparate il portafogli: arriva il Black Friday!

Il “Venerdì nero” dell’anno è alle porte e ogni negozio americano diventerà un vero e proprio campo di battaglia. Come da tradizione, il giorno dopo il Thanksgiving Day, il 25 novembre si aprono le danze dello shopping natalizio.

E in Italia? Tantissimi shop online ma anche negozi delle maggiori catene di multinazionali si sono adeguati alla tendenza e i consumatori non possono fare altro che approfittarne. Tra le categorie più richieste troviamo Telefonia (3.653.948), Informatica (1.821.552) e Giocattoli (1.530.104), ma anche prodotti food.

Riflettori puntati sul più frequentato sito di vendite Amazon.it che già da alcuni anni si è piegato alla forza dei super saldi. Dal 21 al 28 novembre la vetrina lancia offerte lampo della durata di poche ore, con prodotti diversi ogni cinque minuti e per un numero di pezzi limitato. Un evento commerciale che apre addirittura ad una nuova categoria di prodotti: le auto! Ebbene sì, da questa settimana si potranno acquistare i modelli Fiat 500, Fiat 500 L e Fiat Panda più Welcome kit, con comodo ritiro in concessionaria entro due settimane. Un’evoluzione di cui dovremo sicuramente tenere traccia nei prossimi mesi.

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Nemmeno Zalando si lascia sfuggire l’occasione per far gola ai beauty addicted che amano acquistare dal divano di casa, con uno sconto del 10% valido su tutti i prodotti del sito. Per chi preferisce il monomarca, H&M, Zara, Sephora, Kiko mettono in atto una vera e propria svendita fino al 70%.

Su Ebay il black friday durerà tutta la settimana con sconti che arrivano fino al 70% più spese di spedizione gratuite.

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I patiti italiani di Apple devono puntare le sveglie alla mezzanotte del 25: lo store online sarà aperto soltanto nella giornata di venerdì, ma con la promessa di poter trovare “il regalo perfetto per tutti”.

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Per gli appassionati di tecnologia, Unieuro sconta tutto il listino online del 22%, applicato anche sui prodotti di tendenza, come smartphone e tv anche marcati Apple; mentre Trony sconta in negozio e sul sito fino al 20% per quattro giorni.

Il venerdì nero sta per trasformare il vostro conto in rosso o riuscirete a resistere alla tentazione tenendo portafogli e carte di credito chiusi nel cassetto? 
Se il venerdì non vi bastasse, c’è sempre in serbo il Cyber Monday.

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I Social Network nuovi commessi nelle vendite

A coloro che credono che vendere senza il supporto dei Social Network sia possibile, i numeri e le statistiche degli ultimi anni possono mostrare quanto ciò sia facilmente contestabile.

In quattro punti vi illustreremo perché.

    1.    Il 98% dei potenziali clienti si servono dei social network per cercare informazioni sui prodotti. Più informazioni sono disponibili, maggiore è la probabilità con cui si riuscirà ad influire sull’orientamento d’acquisto del visitatore.

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    2.    I forum sono diventati uno strumento fondamentale di condivisione di opinioni: dove prima poteva il passaparola, oggi possono i forum. Il 40% dei clienti li usa prima di acquistare.  Non contano il target, il settore merceologico o il marchio. Se il pubblico ha decretato la scarsa qualità di un prodotto, rischia di restare invenduto. È di primaria importanza imparare a gestire i commenti negativi dando le giuste spiegazioni del caso.

    3.    L’immagine dell’azienda (Brand Identity) nel mondo digitale ha la capacità di rendere credibile o meno un marchio o un prodotto e viceversa. Basta un passo falso per perdere il favore dei propri clienti affezionati.

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    4.    La maggior parte delle persone preferisce avere un contatto diretto con l’azienda tramite messaggi su Facebook, Instagram, Forum dedicati o compilando i form dei siti istituzionali. Il vecchio servizio clienti telefonico è sempre più rimpiazzato da applicazioni, chat live ed email. La Customer Care è il termometro di un’azienda. Non dare attenzioni a questi aspetti può portare i clienti a non sceglierne più un prodotto.

Kiev, Ukraine - October 17, 2012 - A logotype collection of well-known social media brand's printed on paper. Include Facebook, YouTube, Twitter, Google Plus, Instagram, Vimeo, Flickr, Myspace, Tumblr, Livejournal, Foursquare and more other logos.

Imparare ad integrare i Social Network nel circuito commerciale e di marketing, significa compiere dieci passi avanti in un mondo in cui ogni siamo perennemente connessi a tutto ciò che ci circonda.

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Perché Trump ha frantumato il “soffitto di cristallo” della Clinton?

Da poco più di ventiquattr’ore questa domanda echeggia nelle case, nei bar, nelle università, su tutti i social network, blog e siti del mondo. Come ha fatto Donald Trump, ereditiere e imprenditore multimilardario, che non ha mai avuto risonanza in politica, a vincere le elezioni in cui TUTTI davano per scontato che vincesse Hillary Clinton?

La risposta è semplice ma allo stesso tempo complessa.

1) Analizziamo i due candidati:Donald Trump. Repubblicano. Sostenitore convinto dell’ideale americano di supremazia economica e politica. Contrario ad ogni democratico ramo a cui si è aggrappata la popolazione statunitense negli ultimi otto anni. Il più delle volte misogino, attaccato alla famiglia tradizionale sotto ogni punto di vista, ostile ai matrimoni omosessuali. Isolazionista convinto, pericolosamente schierato per la liberalizzazione delle armi. Una persona lontana dalla visione di un futuro pacifico, di un mondo globalizzato, improntato alla condivisione di spazio e di pensiero, ma perfettamente corrispondente all’onda populista che sta investendo la nostra Europa. Convinto di ciò che afferma, capace di far accettare anche le più assurde  affermazioni.

2) Hillary Clinton. Democratica. Sostenitrice convinta dell’ideale…che Trump sia la persona più sbagliata per il futuro del suo Paese. Filo conduttore dell’operato di Obama e favorevole ai cambiamenti che un mondo civilizzato sta naturalmente affrontando. Convinta dell’importanza degli Stati Uniti, ma non tanto da vederlo come la principale potenza mondiale. Portavoce delle minoranze di ogni genere, ma soprattutto delle donne, del loro potenziale, delle posizioni di rilievo che possono raggiungere se continuano ad impegnarsi e a sognare. Dice ciò che ritiene sia giusto, senza crederci veramente.

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La differenza sta in questo. Trump, solo contro tutti, lontano da ogni logica, ha saputo toccare gli argomenti in grado di suscitare rabbia, euforia, emozioni forti  che hanno colpito alla pancia, direttamente riconducibili agli interessi personali, concreti, quotidiani dei suoi cittadini. Il “SOGNO AMERICANO”, millantato dalla Clinton, ha perso il suo smalto e la brillantezza che ha permesso agli Stati Uniti di brillare negli ultimi duecento anni. Il suo discorso di chiusura alla campagna lo dimostra: “Abbiamo bisogno che voi continuiate a lottare; e a tutte le donne, specialmente le giovani donne, che hanno riposto la loro fiducia nella campagna e in me, voglio dire che niente mi ha reso più orgogliosa di essere la vostra rappresentante. Non possiamo ancora rompere quel soffitto di cristallo, ma un giorno qualcuno lo farà, spero il prima possibile. A tutte le bambine che stanno guardando questa diretta. Non dubitate di voi, siete preziose, potenti e meritevoli di conquistare tutte le possibilità e opportunità del mondo, di perseguire e raggiungere i vostri sogni.”

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Dunque, quanto è stato efficace aver utilizzato ogni mezzo possibile per spostare l’attenzione dell’elettorato su un unico candidato? Probabilmente molto poco. Aumentare l’informazione contro Donald, mostrandone tutti i numerosi difetti e falle, personali e professionali, non è servito a spostare la fame rivoluzionaria americana sulla “conservatrice” Hillary. I cittadini hanno vissuto la campagna mediatica come una strategia di manipolazione, creando un indesiderato, ma prevedibile, effetto boomerang. A nulla sono bastati testimonial di rilievo del cinema, della musica e della televisione come Beyoncé, Katy Perry, Madonna, Lady Gaga, Robert De Niro, Oprah Winfrey e molti altri ancora. A nulla è bastato schierare 390 testate giornalistiche con l’ex First Lady, contro le 9 sostenitrici del suo avversario.

Il raziocinio e la democrazia sono stati abbandonati per abbracciare un’arma i cui effetti sono sconosciuti ma tristemente immaginabili.
Non ci resta che aspettare l’insediamento del nuovo Presidente, citando un tweet che ha fatto il giro del mondo: “Orange is the new Black”.

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