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Le aziende-piattaforma: come la community si trasforma in risorsa per le aziende

Le aziende – piattaforma si stanno espandendo da diversi anni nell’ecosistema digitale in modo molto rapido, tanto che risulta difficile comprendere quanto stiano modificando le nostre abitudini e i modi di pensare. Aziende del tutto analogiche, di rimando, per adeguarsi a questo cambiamento si stanno espandendo anche nel mondo informatico, con l’obiettivo di essere competitive con le native digitali.

Quella che stiamo vivendo è una rivoluzione in un certo senso inversa a quella industriale. Se quest’ultima ha portato la potenza delle macchine all’interno delle fabbriche, quella digitale ha rafforzato l’intelligenza umana e l’ha trasferita all’interno delle aziende trasformandola in risorsa di business.

Le aziende – piattaforma, infatti, sono social organization che operano in rete con un impatto globale e si sviluppano con più facilità rispetto ad altre perché sfruttano le interazioni e le logiche collaborative tra i consumatori, rendendoli produttori di contenuto. Per fare un esempio, la piattaforma Airbnb nel giro di un decennio è stata valutata circa 24 miliardi di dollari, pur non essendo proprietaria di nessun appartamento, ma fondando il suo modello di business sugli annunci dei suoi utenti.

Secondo “Platform Revolution”, l’azienda-piattaforma è  “un nuovo modello di business che usa la tecnologia per connettere persone, organizzazioni e risorse in un ecosistema interattivo in cui possono essere create e scambiate incredibili quantità di valore”.

Il report The Rise of the Platform Enterprise pubblicato dal Center Global Enterprise, rappresenta una raccolta a livello mondiale di tutte le aziende – piattaforma dei diversi settori (media, viaggi, libri, musica, energy, trasporto, ecc.). Per queste tipologie di aziende, che si sviluppano tramite una piattaforma digitale, è stato coniato un termine: Platfirm.

Alcuni esempi di Platfirm possono essere i social network come Facebook, Twitter, Snapchat, gli e-commerce come Amazon e Zalando, siti di prenotazione viaggi come Booking e Airbnb, siti di trasporto come Uber, servizi musicali come Spotify e così via.

La differenza tra “firm” (azienda tradizionale) e “platfirm” è semplice: un’azienda tradizionale è caratterizzata da un’infrastruttura e da una catena di valore che si organizza per consegnare al cliente finale il proprio prodotto/servizio. Una “Platfirm”, invece, è una realtà più dinamica, che si struttura come un sistema operativo a piattaforma, dove l’erogazione del prodotto/servizio dipende, quasi o del tutto, dal cliente finale e dalla sua interazione con gli altri. Le Platfirm che stanno nascendo in moltissimi settori sono giunte a modificare non solo le strategie di business ma spesso anche le dinamiche dei mercati internazionali in cui operano.

Come possono le aziende fisiche trarre vantaggio da questa trasformazione?

È stato elaborato un modello di supporto ad ogni platform strategy che può essere adattato sia alle platfirm native che alle aziende tradizionali, intenzionate a investire in una trasformazione digitale: il cosiddetto modello TDD (Thinking – Designing – Deploying).

-Nella prima fase (Platform Thinking) si lavora per identificare attività e strategie che possono gettare le basi per la creazione di valore di un’organizzazione sul modello della piattaforma.

-Nella seconda fase (Platform Designing) si analizzano e si progettano gli elementi di design e co-progettazione che andranno a costituire il servizio offerto.

-Nella terza ed ultima fase (Platform Deploying) viene costruita l’esperienza e la customer journey che la piattaforma farà vivere al suo cliente.

Le Platfirm hanno aplificato il concetto di unione che fa la forza, trasformando le logiche collaborative del web e delle community in un nuovo modo di fare impresa.

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