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Pillole di formazione

CODING PER BAMBINI, QUALI SONO I VANTAGGI

In un mondo sempre più connesso in rete, il coding per bambini è un linguaggio che unisce le nuove generazioni alle tecnologie, non solo del presente, ma anche del futuro. Nei percorsi didattici che si aprono a programmi in continua evoluzione, il coding rappresenta un approccio innovativo, che non soltanto permette al bambino di apprendere il linguaggio informatico alla base della programmazione (significato letterale del termine coding), ma lo stimola a sviluppare un approccio inedito ai problemi e alla loro soluzione. Tecnicamente parliamo di ciò che gli accademici definiscono pensiero computazionale. Come scrive Jeannette M. Wing, in Computational Thinking:


“Dovendo risolvere un problema, dovremmo chiederci: quanto è difficile risolverlo? Quale è il miglior modo per risolverlo? […] Il pensiero computazionale significa riformulare un problema apparentemente difficile in uno che siamo in grado di risolvere, anche riducendolo, incorporandolo in altro, trasformandolo o simulandolo.”

Cosa si apprende con il coding per bambini? 

Innanzitutto il divertimento! I bambini di oggi sono naturalmente portati all’utilizzo di dispositivi tecnologici quali tablet, smartphone, computer… sono, in sostanza, dei nativi digitali. In un corso di coding per bambini si dà loro la possibilità, tramite questi strumenti, di animare e far muovere personaggi virtuali per raggiungere un obiettivo. Un pò come il vecchio Pacman che, negli anni 90’, ci divertivamo a guidare nei cunicoli del labirinto per evitare i fantasmini.

 

 

 

Quali sono gli strumenti del coding per bambini?

Esistono innumerevoli app e giochi che vengono utilizzati nei corsi di coding. Un esempio di applicazioni sono Scratch e Osmo tra i programmi più utilizzati per l’apprendimento del linguaggio computazionale. Scratch è un ambiente di programmazione gratuito, tramite il quale si possono realizzare simulazioni, fare esperimenti, animazioni e creare semplici giochi. Osmo è un sistema di gioco compatibile con iPad che permette al bambino di muovere, tramite dei comandi fisici esterni, i personaggi presenti in video. Superando più livelli il bambino sperimenta diversi comandi e allo stesso tempo individua soluzioni propedeutiche all’avanzamento del gioco, sempre più complesso.

Perché iscrivere un bambino ad un corso di Coding?

È una decisione importante, che può influire positivamente sullo sviluppo delle sue capacità e competenze. Il gioco è una delle migliori forme di apprendimento e, proprio per questo, permette al bambino di essere libero di sperimentare sentendosi completamente immerso in un mondo allo stesso tempo tecnico e creativo, ma aprendolo a numerose opportunità per il suo futuro che, in generale, è completamente proiettato al digitale in ogni ambito, da quello formativo a quello lavorativo.

Blogging, Social Media, Web & Social

5 Tool per Social Media Manager: creare, gestire e pianificare contenuti web

La gestione professionale dei social media è un lavoro creativo che, allo stesso tempo, richiede un’ottima capacità gestionale. Per questo motivo sul web proliferano i tool per social media manager, fondamentali per trasformare la sua creatività in contenuti efficaci e pianificare strategie efficaci per i clienti.

Oggi vi proponiamo 5 tool per social media manager – totalmente gratuiti – che possono semplificare la gestione quotidiana del lavoro tra appunti, compiti da portare a termine e contenuti da pubblicare.

1. Trello
Dall’esperienza su campo abbiamo appreso un grande insegnamento, l’organizzazione è la chiave di tutto! Trello funziona come un blocco appunti digitale, su cui si possono creare più bacheche e definire compiti, scadenze, creare collaborazioni con altri utenti e allegare file alle note. Il vantaggio è quello di potersi collegare dovunque ci si trovi per un check delle proprie task giornaliere, senza dover scaricare alcun software sul proprio pc.
Uno strumento utile e potente proprio in virtù della sua semplicità e immediatezza, per organizzare il lavoro quotidiano, prendere appunti e condividere le idee con i propri colleghi.

2. Fanpage Karma
Il Social Media Manager ha l’arduo compito di far capire al cliente che le performance di una pagina non si misurano in termini di like, ma è la qualità a fare la differenza. Tra i tool per social media manager gli viene in soccorso Fanpage Karma, un ottimo “Account” di supporto, che permette di verificare le performance delle pagine gestite, con i competitor dei propri clienti. Farlo è semplicissimo: si seleziona il social di riferimento e si inserisce l’url della pagina con cui si vuole fare un confronto. La piattaforma evidenzierà il migliore, ma soprattutto quali sono le variabili su cui intervenire per migliorare le performance del cliente.

3. Pocket
Come una tasca in cui infiliamo tutti i bigliettini da “ricordamelo più tardi”, Pocket permette di salvare da tutti i siti web quei contenuti che vogliamo tenere a mente per leggerli in un secondo momento o per accedervi più volte senza perderli o doverli ricercare in cronologia. Una sorta di lista preferiti del proprio browser, ma allargata a qualsiasi piattaforma sul web. Utilissima per tenersi sempre aggiornati o per salvare in memoria spunti e idee per la propria programmazione.

4. Hype Type
Per gli stories addicted, questo è un tool che dà vivacità ai contenuti di Instagram. Tramite l’applicazione è possibile animare i testi nelle storie, che ormai le aziende più attente alla comunicazione online hanno integrato stabilmente nella propria strategia di comunicazione. Un modo divertente e interattivo di creare contenuti di qualità in modo veloce e senza ricorrere a progettazione grafiche impegnative, per fare storytelling sulle novità e i piccoli momenti di vita quotidiana del proprio brand.

5. Google Calendar
Sulla scia della condivisione, infine, tra i tool per social media manager regna sovrano il calendario Google, che permette di tenere sempre aggiornata la nostra agenda – grazie alla sincronizzazione con servizi online esterni, come Yahoo!, o del proprio computer, come iCalendar o Outlook – e di condividerla con i colleghi per organizzare brainstorming, riunioni progettuali o semplicemente per avere ogni giorno la visione completa dei nostri impegni e task da svolgere per i clienti.

Marketing e comunicazione, Pillole di formazione

Mediawork Digital Academy | Inizia il corso Formazione 2.0 in Web e Social Media Marketing

5 febbraio 2018 – Partono ufficialmente, con Formazione 2.0, i corsi di Mediawork Digital Academy, dedicati ai futuri professionisti del Web e Social Media Marketing. Tre mesi di lezione in cui gli studenti, nei 12 moduli previsti, apprenderanno teorie e strategie di Web Marketing e a utilizzare i principali strumenti operativi del settore.

Obiettivo è l’acquisizione di tutte le skill più richieste dal mondo del lavoro, in cui i professionisti digitali sono le figure al momento più quotate nelle aziende  (ne parliamo qui).

Carichi di emozione, con un brindisi inaugurale abbiamo dato il benvenuto agli studenti, protagonisti di un progetto di rivalutazione delle risorse umane del territorio, con un’offerta formativa che si distingue dalla didattica accademica in termini di contenuto e approccio alla docenza. Primo modulo del corso, di cui si concludono oggi le lezioni, è Fondamenti di Informatica e Web Mastering, un focus di 16 ore sull’utilizzo di WordPress. Prossimo appuntamento domani 7  e giovedì 8 febbraio con il modulo di Photo Editing del docente Andrea Samonà.

Ospiti del corso anche studenti della Regione Lazio, che ci hanno scelto come progetto formativo del bando Torno Subito, intraprendendo con noi i primi passi nel mondo Digital.

Quali corsi è possibile seguire da Mediawork Digital Academy?

Lo studente ha la possibilità di creare un proprio piano di studi, in cui inserire soltanto alcuni dei contenuti previsti in Formazione 2.0. 5 Masterclass e 8 Smart Learning in calendario tra cui scegliere fino a maggio 2018.

Di seguito i prossimi appuntamenti

> 7-8 febbraio, corso in Photo Editing con Andrea Samonà

> 12-13-14 febbraio, corso in Project Management con Alessandro Silvestri (docente ISIPM)

> 26-27 febbraio, corso in Web Marketing con Rosanna Perrone

> 28 febbraio, Masterclass in Facebook Marketing con Rosanna Perrone

> 8 marzo, Masterclass in Community Management con Domenico Armatore 

> 12-13 marzo, corso in Seo, Sem e Dem con Rosanna Perrone

> 21 marzo, Masterclass in Web Copywriting con Cinzia Di Martino

> 23 marzo, Masterclass in Online Advertising e Analysis con Mirko Maiorano

> 27 marzo, Masterclass in Instagram Marketing con Nicola Carmignani 

> 4-5 aprile, corso in Video Editing con Valerio Nicolosi

> 16-17-18 aprile, corso in Graphic Design con Virginia Capoluongo

> 23-24 aprile, corso in Counseling con Zagara Abbatescianni

Per ricevere informazioni su programmi, costi e iscrizioni è possibile compilare il form e sarete contatti da un nostro consulente della formazione.



Blogging, Pillole di formazione, Social Media, Web & Social

Lavoro digitale, le nuove professioni del web più cercate dalle aziende

L’avvento del digitale ha completamente trasformato il mondo del business e del lavoro, creando nuove professionalità e nuove competenze richieste sia ai dipendenti che alle figure dirigenziali. Il lavoro digitale è sempre più richiesto dalle aziende, ma la formazione nel settore risulta ancora carente e offre pochi percorsi di studio effettivamente in grado di rispondere alle competenze ricercate.

La preparazione risulta, così, la più grande barriera allo sviluppo del settore digital. Da una ricerca condotta da SAP nel 2017 è emerso che il 64% dei dipendenti di un’azienda non possiede le competenze necessarie alla trasformazione digitale, mentre solo il 15% possiede le skill richieste dal ruolo ricoperto.

Dunque, tutto si muove sul web e a sua volta il web si muove grazie ai professionisti, che spesso risultano sconosciuti, sia in termini di potenzialità che possono avere nella Business growth, sia in termini di lavoro concreto che tali professionisti svolgono quotidianamente, come dipendenti o freelance.

Facciamo una panoramica delle professioni più richieste nell’ambito del lavoro digitale.

1. Digital Business Analyst
Avere un sito con contenuti accattivanti ed eccellenti non basta per convertire il traffico generato. È fondamentale che qualcuno si occupi dell’analisi dei dati. Il Digital Business Analyst è colui che analizza le proiezioni dei dati di vendita, i risultati delle campagne di marketing e studia la fetta di mercato di riferimento. Parole chiave del suo ruolo sono ricerca, analisi del target, lettura delle buyer personas; tenendo sempre conto dei dati qualitativi e quantitativi utili a capire le ragioni del successo di un contenuto piuttosto che di un altro.

2. Web Developer
Si occupa di costruire un sito, svilupparne l’architettura e garantirne il funzionamento, attraverso i linguaggi di programmazione o l’utilizzo di CMS. Questi ultimi, in particolare WordPress e Joomla, attualmente sono in assoluto i più utilizzati. Questo è, dunque, un lavoro tecnico, mirato ad ottimizzare l’usabilità di un sito web lato utente seguendo delle linee guida di progettazione stabilite a monte.

3. Social Media Manager
Il social media manager è una figura che cura la presenza di un brand o altro ente sui social network e ricopre un ruolo trasversale all’interno di un progetto di comunicazione. Il suo compito è quello di gestire diverse piattaforme, mantenendo una visione d’insieme su tutti i canali di comunicazione e attuando azioni differenti che rientrano in modo coerente in una strategia complessiva. La sua è un’attività che non può prescindere dalla SEO, dal blogging e neanche dal web design; la sua competenza principale, infatti, è proprio quella di saper andare oltre il singolo strumento.

4. Web Copywriter
È un professionista della scrittura che produce contenuti testuali per il web, campagne di web marketing, email promozionali, comunicati stampa, blog e Social Media. Distinguendosi in molti aspetti dalla scrittura tradizionale, la scrittura per il web comporta non solo uno studio delle piattaforme su cui si veicolano i testi e del target, ma anche delle parole chiave utili ad incrementare le visite e a creare engagement tra i lettori.

5. Seo Specialist
Il suo compito è aumentare il traffico su un sito curando il posizionamento organico di una piattaforma web sui motori di ricerca (Google, Yahoo!…). Obiettivo è l’acquisizione nel tempo di nuovi contatti e nuovi clienti che navigano il sito web, trovando un prodotto o un servizio di cui hanno bisogno. Si occupa dunque degli aspetti tecnici di conquista delle prime posizioni sui motori di ricerca.

Blogging

Annunci interattivi | Il nuovo format pubblicitario per mobile

Le tecnologie del digital si evolvono, il Mobile Marketing anche. Nel settore Web i ritmi di sviluppo sono velocissimi e il Marketing digitale risponde ogni giorno con novità e idee creative per incrementare l’engagement e le interazioni con gli utenti.

A tal fine sono nati gli annunci interattivi, contenuti pubblicitari più accattivanti che mirano all’interazione tra utente e interfaccia. Dal clic sul semplice annuncio, si passa ai video a 360°, alla realtà aumentata e alla realtà virtuale e alcuni brand hanno già intrapreso questa strada.

Timberland e gli annunci display

La nota azienda statunitense di calzature ha deciso di investire in originalità e interattività. L’ultima campagna video ha coinvolto l’artista Nas in una serie di animazioni accattivanti, che chiedono all’utente di colorare e dar vita a dei fumetti. I risultati ottenuti sono notevoli: l’annuncio è stato visualizzato per intero dal 50% degli utenti per una durata di oltre 1400 ore.

LoopMe e la campagna “Yorkshire Tea”

Obiettivo: promuovere l’impegno del brand di piantare un milione di alberi in 5 anni. Protagonista è Gruffalo, uno dei personaggi più conosciuti dai bambini di tutto il mondo, immerso in una “bianca” natura che non aspetta altro di essere colorata e condivisa con gli altri utenti social. La campagna ha avuto un riscontro positivo in termini sia di crescita della Brand Awareness che della Brand Consideration, aumentando la percezione di LoopMe come marchio rispettoso dell’ambiente del 39%.

Realtà aumentata e realtà virtuale
Il mobile è il “luogo” dove gli utenti – e potenziali consumatori – trascorrono la maggior parte del proprio tempo. La pubblicità in TV è diventata ormai solo una piccola parte delle campagne e le aziende puntano sempre più su formati video interattivi. PurchaseLoop è una piattaforma che si avvale dell’intelligenza artificiale per ottimizzare le campagne in base agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Honda l’ha utilizzata per permettere agli utenti di visionare gli interni dell’auto grazie ai video a 360° e di sentire vibrare il proprio telefono all’avvio del motore dell’automobile.

Realtà aumentata per tutti grazie ad una suite web. L’azienda Vertebrae ha ideato uno spazio di creazione di campagne AR senza bisogno di app o dispositivi correlati. Alcuni esempi di esperienze offerte dalla piattaforma sono la prova virtuale di un capo di abbigliamento, il riconoscimento facciale o l’inserimento di una figura all’interno di un video o di un’immagine.

Il mercato italiano è pronto ad accogliere e mettere in campo tutte le potenzialità dell’ advertising mobile interattivo. E voi quali di questi strumenti implementerete nelle vostre campagne?

Credits: www.ninjamarketing.it

Blogging

Amazon Go | Il primo supermercato senza casse

È stato inaugurato ieri il primo store Amazon Go, progetto messo a punto dal colosso di Seattle per eliminare i tempi di attesa in fila al supermercato. Un progetto testato per oltre cinque anni e finalmente reso fruibile a tutti, ha aperto le porte ai clienti per un’esperienza d’acquisto completamente rivoluzionaria.
Come funziona Amazon Go?
All’ingresso del punto vendita, ogni cliente viene identificato tramite un codice personale generato dalla App, che viene mostrato a un apposito lettore tramite smartphone. Da quel momento ogni comportamento è tracciato grazie ad un sistema di telecamere che seguono passo passo il cliente all’interno dello store, riconoscendolo per corporatura e statura. Il cliente è libero di girare nel negozio e fare la spesa senza doversi preoccupare di attendere alla casa e di pagare in contanti o con la carta.

Come avviene il pagamento?
Attraverso la tecnologia “Just Walk Out”, ogni scaffale è dotato di un sensore di peso che permette di determinare quale prodotto viene prelevato ed esattamente in che posizione. Connesso al circuito di telecamere, questo sistema individua, senza lasciar scampo ai furbetti, tutto ciò che viene scelto e addebita la spesa sul conto del cliente al momento dell’uscita dallo store, il tutto tramite il codice cliente e la carta di credito collegata al proprio account.

Dopo un anno di apertura sperimentale solo per i dipendenti di Amazon, la società ha avuto modo di individuare e risolvere eventuali problemi. Ad esempio bambini che hanno prelevato e rimesso prodotti su uno scaffale diverso, oppure persone di aspetto e corporatura simile presenti allo stesso momento nello store che hanno mandato in confusione le telecamere.
Nulla che non sia già stato corretto per un potenziamento dei sistemi di riconoscimento e di sicurezza del supermercato.

Un cambio di marcia decisamente futuristico, che non punta ad una riduzione del personale, ma semplicemente ad una ottimizzazione dei tempi. Gianna Puerini, responsabile del progetto Amazon Go, ha detto che al momento non ci sono piani precisi sull’apertura di nuovi store, mentre molto vicina è invece la possibilità della vendita della tecnologia ad altri negozi.

Per tutti i curiosi, nel video si mostrano come avverranno gli acquisti.

Blogging

FORMAZIONE 2.0 | Diventa un professionista del web e digital marketing

Diventare un Social Media Manager o Web Marketer? L’obiettivo di molti diplomati e neolaureati in procinto di intraprendere una carriera professionale. Il mercato del lavoro si evolve verso una direzione sempre più digital e sono queste le figure professionali più richieste dalle aziende.

Avvicinarsi a queste professioni, però, implica l’acquisizione delle giuste competenze, prima di tutto attraverso un corso di formazione mirato, che integri tutte le skill essenziali e che sia svolto da un team di docenti-professionisti, esperti con cui confrontarsi che ogni giorno vivono e sperimentano sul campo teorie e strumenti.

Con questi presupposti è nato FORMAZIONE 2.0, un percorso formativo firmato Mediawork, flessibile e altamente operativo; rivolto a tutti coloro che desiderano diventare professionisti del Web e del Digital Marketing. Punto di incontro tra la nostra esperienza di agenzia di marketing e comunicazione e la competenza specialistica dei maggiori esperti del settore, il corso è pensato per offrire agli allievi una preparazione trasversale.
I 12 moduli di cui si compone, infatti, spaziano dai Fondamenti di informatica, al Graphic Design, dal Social Media Marketing al Project Management, con l’obiettivo di formare una figura professionale completa, in possesso di tutte le conoscenze indispensabili per entrare nel mondo del lavoro.

Cosa comprende?
260 ore di lezioni frontali con docenti esperti
Esercitazioni pratiche
Masterclass full-immersion
√ Esame finale
√ Rilascio attestato di partecipazione

Formazione 2.0 è la scelta più indicata per chi è alla ricerca di un percorso professionalizzante efficace, mirato e altamente personalizzabile. Oltre al percorso integrale, infatti, lo studente ha la possibilità di optare anche per le formule Masterclass & Smart Learning, frequentando esclusivamente i moduli formativi in linea con i propri interessi e obiettivi formativi.
Le Smart Learning  consentono di costruire un piano di studi personalizzato orientato all’approfondimento di argomenti specifici; le Masterclass, invece, permettono di entrare in contatto con i maggiori esperti del settore digital mediante lezioni full immersion della durata di 8 ore ognuna.

Sei interessato?

Per informazioni sul programma e il calendario  o per iscriverti ai corsi, compila il form e sarai subito contattato da un nostro consulente!



Advertising World, Blogging, Marketing e comunicazione

Detrazioni fiscali ed investimenti per la pubblicità. La nuova Legge di Bilancio 2018 

Ogni anno arriva il momento in cui ogni titolare di partita iva deve fare i conti con le detrazioni fiscali. Ciò che può essere detratto dall’imposta varia in base al proprio ambito lavorativo e in base alla propria identità giuridica. Quello che ci accomuna un po’ tutti, che siate un’agenzia di comunicazione, un libero professionista o una PMI, è che da quest’anno, come riportato nella Legge di Bilancio redatta per il 2018 (che aspetta solo l’attuazione), potremo detrarre quasi totalmente gli investimenti programmati per l’advertising.

Il “bonus pubblicità” infatti è stato concepito per far incrementare gli investimenti in campagne pubblicitarie condotte sui mezzi di comunicazione come tv e web tv, radio analogiche e digitali, giornali, che siano quotidiani o periodici, cartacei ed online. Il piano unisce così la possibilità da parte delle aziende di scaricare il 75% degli investimenti effettuati, 90% nel caso di PMI e start up innovative, e il beneficio economico che ne trarrebbe un settore in crisi come quello dell’editoria.

Il pubblico che potrà quindi usufruire di tali detrazioni è abbastanza ampio: dall’azienda leader di settore al lavoratore autonomo titolare di partita Iva e iscritto ad un albo purché entrambi rispettino pochi semplici parametri. Le pubblicità infatti dovranno essere funzionali all’oggetto, veritiere e corrette e non devono essere equivoche, ingannevoli e denigratorie. Saranno inoltre ammessi alle detrazioni soltanto gli “investimenti pubblicitari incrementali”, ovvero quelli portati avanti da persone che credono nell’importanza della comunicazione del proprio brand e che quindi ogni anno investono in advertising almeno l’1% in più rispetto all’anno precedente.

Questa manovra segna un successo importante per l’editoria online e per le aziende che cercano sempre nuove strade per dar voce ai propri clienti e alla loro Mission aziendale. Le istituzioni pongono al centro per la prima volta la pubblicità come mezzo di promozione delle PMI e come strumento per incentivare e svecchiare il mondo dell’editoria, riconoscendo anche gli investimenti sui media digitali, settore con una potenzialità di crescita infinita.

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Sondaggi Instagram, come farli e come generare risposte

Dopo l’esplosione dei sondaggi qualche tempo fa sulle pagine e i gruppi Facebook, Zuckerberg li esporta nelle storie di Instagram, aggiungendo un nuovo strumento per per aumentare il flusso di interazioni.
Molte aziende si sono già lanciate per testare preferenze sui prodotti e i servizi e agli utenti resta la possibilità di votare e diventare parte integrante delle dinamiche di marketing ad essi legati.
I brand non sono gli unici a poterne trarre vantaggio. Anche il singolo Instragramer può chiedere ai propri follower un parere su questioni come l’outfit del giorno o un nuovo libro da leggere, il gusto del gelato o il colore delle pareti di casa. Le possibilità sono infinite!

Arriviamo alla pratica. In che modo si realizza un sondaggio? Farlo è molto semplice!

1. Cliccare sul proprio avatar ed aggiungere un’immagine che riconduca facilmente alla scelta tra due opzioni
2. Tra le emoticon, selezionare l’opzione Sondaggio
3. Scrivere il testo della domanda
4. Modificare le risposte al sondaggio in base alle risposte che si vogliono ottenere
5. Verificare le percentuali e decretare il vincitore allo scadere delle 24 ore

Oltre a poter accedere ai dati di chi ha visualizzato la storia, è possibile consultare anche i voti, mentre i follower hanno accesso unicamente alle percentuali di preferenza.
Resta da capire se la funzione sarà disponibile nel lungo periodo o se si tratta soltanto di un aggiornamento temporaneo.

E voi, li avete già provati?

Blogging, Pillole di formazione

Il coding, a scuola di “programmazione” con il pensiero computazionale

Nella nostra società digitale essere creativi sta assumendo sfumature di significato sempre più orientate alla cibernetica. Immerse nella quarta rivoluzione industriale dominata dall’intelligenza artificiale, le nuove generazione ormai si approcciano ai dispositivi tecnologici quotidianamente e spesso solo passivamente. Cosa succederebbe se già dalla scuola i bambini imparassero a dominare la tecnologia, senza esserne banali fruitori?

ll coding, tradotto in italiano con “programmazione”, è un nuovo approccio all’apprendimento che pone al centro il pensiero creativo. È una nuova materia emergente, che gli studiosi cominciano a consigliare già dall’età prescolare: stimola la capacità di problem solving e l’emancipazione del pensiero computazionale, ovvero la logica e l’intelletto, attraverso esercizi ludici. È proprio il principio del learning by doing che affascina gli educatori di tutto il mondo, che osservano invece quanto ancora siano molto tradizionali gli insegnamenti scolastici rispetto all’effettiva realtà attuale. 
I bambini di oggi sono nativi digitali, per loro l’idea di essere un informatico non è un traguardo ambizioso ma la futura quotidianità. Già all’inizio del 2016 il forum dell’Economia Mondiale ha sentenziato che il 65% dei bambini che frequentano oggi la scuola primaria farà un lavoro che non esiste ancora. Lungi dall’essere spaventati da questa previsione, che invece incoraggia al progresso, le scelte dei genitori di oggi potrebbero avere un grande peso sul futuro dei propri figli.
Ma in cosa consiste il coding? Semplicemente in un “dialogo” con il computer attraverso smart toys che uniscono il gioco alla programmazione informatica e capacità di risolvere piccoli problemi di logica, sempre più complessi. Attraverso un’interfaccia accattivante e a divertenti personaggi “robotici”, i bambini muovono dei blocchetti colorati a loro disposizione facendoli saltare, correre e superare ostacoli. Muovendo i cubi, non stanno altro che scrivendo codici informatici, quindi comandano il loro pc o il tablet, cosa ben diversa dal semplice utilizzo di un’app.
In questo modo, il gioco viene creato dal bambino e il linguaggio informatico si fa qualcosa a loro comprensibile già dalla tenera età.
L’approccio al coding già dalle scuole primarie ci ricorda la lungimiranza dei genitori che, tra gli anni ’80 e ’90, avevano già compreso l’importanza delle lingue straniere nel futuro dei propri figli. Ora il pensiero computazionale è diventato il nuovo inglese e può diventare un’alternativa divertente alle tante attività extra-scolastiche radicate nel passato ma anche l’opportunità di imparare l’uso consapevole e attivo dell’informatica, per essere proiettati verso il mondo sempre più digitalizzato che ci aspetta.