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Social Media

Arriva in Italia Lego Life, il Social Network completamente dedicato ai bambini

Mattoncino dopo mattoncino si costruisce una rete!

È l’idea dei creatori dei Lego che hanno annunciato l’arrivo in Italia del social network, già presente oltreoceano e nel nord Europa, dedicato ai bambini fino ai 13 anni.

Parole d’ordine forme e colori, che i piccoli utenti possono condividere con i follower fotografando le proprie creazioni e condividendo le proprie esperienze. Dal comunicato ufficiale di Rob Lowe si legge che Lego Life ha l’obiettivo di “amplificare la gioia del costruire e l’orgoglio della creazione di cui i bambini fanno esperienza con il gioco tattile condividendolo nel mondo digitale”.

Un’idea che vince per la “sicurezza”, di cui si discute sempre più spesso per la forte presenza di minori sui social network più comuni, privi di filtri e controlli. Idea avallata anche dalla scelta di non utilizzare come avatar fotografie degli utenti, ma fantasiosi personaggi 3D che ogni bambino può personalizzare in base ai suoi gusti e comprovata dalla “Promessa Lego”, una breve guida dedicata ai genitori sulla privacy online e i fenomeni correlati.

Il resto è solo divertimento! Il gioco è ciò che conta, a partire dalla creazione del proprio sé digitale per finire con le vere e proprie costruzioni, condivise nella rete. L’app offre inoltre la possibilità di commentarle attraverso una tastiera integrata con emoji, frasi preimpostate e adesivi che danno spazio a diverse esperienze di comunicazione. Tutti i contenuti testuali e visivi sono moderati da un filtro umano, che tutela i piccoli utenti, sempre sotto la supervisione dei genitori.

Per i più curiosi, sul sito ufficiale di Lego Life si è accompagnati passo dopo passo nell’ingresso in questo mondo che ha appassionato intere generazioni.

Social Media, Web & Social

Il meme “tu no” impazza sul web. I post più virali della rete

Un nuovo trend virale sta impazzando nelle ultime ore in tutto il mondo.

Di cosa si tratta? Del meme “TU NO”.

Dalla politica, al cibo, alla musica, le grafiche più disparate sono rimbalzate su Facebook e Twitter facendo il giro della rete. L’idea di fondo è molto semplice: otto immagini raffigurano cose o persone che hanno una certa rilevanza e al centro del collage è posta un’immagine in netto contrasto con le altre, campeggiando la scritta in rosso “TU NO”.

 

Da cosa è nato?
Per capire meglio il meccanismo risaliamo all’origine di questo viral trend, partito dalla pagina Facebook Netflix latinoamerica.

Nella vignetta sono raccolti i personaggi secondari della serie tv Tredici, con al centro Courtney Crimsen, la meno amata tra tutti.
“Loro hanno conquistato il nostro cuore pur essendo personaggi secondari. Tu no”. Un modo alternativo per dichiarare lo scarso affetto verso i personaggi delle serie tv.

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Come anticipato, non è stato questo il solo ambito in cui gli utenti si sono sbizzarriti.

Da buoni Italiani, abbiamo intercettato dal profilo Twitter di Pormene l’esaltazione della pizza in tutte le sue declinazioni, tranne una. La pizza con l’ananas.
“Grazie pizza per rallegrare la nostra vita con ogni fetta. Tu no”

 

Continuiamo a cogliere i risvolti divertenti, tornando tra i social Italiani.

Sulla pagina Facebook dei The Jackal l’ironia stavolta è destinata al membro più ansioso e nerd del gruppo Gianluca Fru. “Grazie per aver reso The Jackal un gruppo fantastico. Tu no”. Inutile dire che i fan hanno risposto con entusiasmo all’iniziativa.

 

Quando si tratta di viral trend, Mediawork è sempre pronta a rispondere alla chiamata.
Con simpatia, dedichiamo il nostro meme al cugino di turno, invitandolo a seguire il nostro corso Formazione 2.0.
Essere un Social Media Manager è una professione. Tu no”.

Clienti-portfolio

Nuovo sito Moretti Design a cura di Mediawork srl

Innovativo e d’effetto. È il nuovo sito Moretti Design, ideato e realizzato da Mediawork srl. Concept del progetto è l’essenzialità, fondendosi con la tecnologia e l’avanguardia della collezione di prodotti 2017.
Un lavoro che parte dalla progettazione del layout grafico dalle linee trasversali, rispecchiando la caratteristica che differenzia il cliente dai suoi competitor: l’ “Estremamente Design”.

Contenuti testuali e visual sono ancora targati team Mediawork, concepiti per trasmettere al pubblico l’anima del gruppo Moretti. Ogni fotografia è stata scattata dando risalto ai dettagli, con still life realizzati durante lo shooting nell’Atelier di Ripatransone (AP); i testi sono parte di uno storytelling d’impresa che diventata il fulcro della nuova comunicazione istituzionale online e offline.

Le sezioni del sito sono concepite per trasmettere all’utente la vision e la mission aziendali, ma è la navigazione tra i prodotti a rubare la scena. Novità assoluta del nuovo sito Moretti è il configuratore, che permette di selezionare le caratteristiche tecniche e gli optional del prodotto in base alle tecnologie. Un sistema unico nel settore, che facilita l’esperienza di acquisto del cliente, inviando un richiesta di preventivo al rivenditore scelto.

Moretti è sinonimo di “sartorialità” e Mediawork ha cucito il sito web sulle esigenze del cliente. Ogni pagina è stata costruita per parlare delle aree dell’azienda: il Design inconfondibile dei prodotti italiani, le distintive tecnologie all’avanguardia e gli optional 2.0, gli incentivi garantiti ai clienti secondo le direttive statali e l’assistenza a loro dedicata, per terminare con l’area riservata alle Boutique e ai Funzionari commerciali, un luogo di ritrovo identificativo per chi è parte della grande famiglia Moretti.

Guarda il sito Moretti Design

Pillole di formazione

Mobile vs Desktop, la doppia identità del web

Chi di noi dedica più di un’ora al giorno alla navigazione sul web da mobile alzi la mano!
I dati parlano chiaro: gli italiani accedono ad internet con una media di 57 ore al mese.

Secondo il rapporto di “Ofcom consumer research”, gli utenti che preferiscono utilizzare gli smartphone sono l’89% contro il 63% di chi naviga da desktop.
Gli smartphone e i tablet risultano vincenti tra le 7.00 e le 10.00 e le 20.00 e le 24.00, mentre il desktop conquista quota durante le ore giornaliere, coincidendo con gli orari di apertura degli uffici.

Il tempo libero mattutino e serale assorbe quindi completamente il mobile, per questo ogni sito web ha la matematica certezza di essere navigato da uno smartphone o da un tablet e necessita di un layout impeccabile per entrambi i formati. Sembrano semplici accorgimenti eppure una fruizione complicata può incidere notevolmente sulla cosiddetta frequenza di rimbalzo, ossia sulla permanenza o meno sul sito degli utenti.

Altro dato significativo riguarda le app: circa il 60% del tempo totale su mobile viene trascorso utilizzando le applicazioni, in testa Whatsapp e Facebook, più diffuse soprattutto tra i giovani Under 30.

Aumenta anche la visualizzazione dei video su mobile – ne parliamo qui – con una maggiore frequenza rispetto allo scorso anno, passando dal 3,3 al 4,4% di utenti in media al giorno.

Tutto questo rappresenta una svolta importante per i professionisti della comunicazione che devono tenere in considerazione ogni singolo dato ai fini di strategie efficaci che siano vincenti sul web, in ottica tanto mobile quanto desktop, cambiando per gli utenti il modo di interagire con i contenuti. Da non sottovalutare, infine, la visibilità garantita da Google ai siti Mobile-friendly, portandoli in alto nella classifica delle ricerche grazie agli algoritmi sviluppati nell’ultimo anno.

Pillole di formazione

Cinque motivi per cui inserire i video nella tua strategia di Marketing

I video sono strumenti sempre più presenti nelle strategie di Marketing aziendali. Quali sono i motivi per cui risultano vincenti rispetto a testi e semplici immagini?

1_L’effetto Catching. I video hanno una percentuale maggiore di catching rispetto alle immagini, grazie ad una semplice caratteristica che manca a queste ultime: coinvolgono più sensi. Si sa che da sempre il Marketing si lega alle emozioni e un video che comprende suoni, effetti visivi e musiche stimola ogni canale legato ai processi decisionali che, come ben sappiamo, non sono per niente razionali.
2_La pubblicità. Come ci ha insegnato Youtube negli ultimi anni, la pubblicità inserita nei video è un’enorme fonte di introiti. Un video di pochi minuti può essere intervallato da inserzioni che hanno un costo, generando entrate importanti se parliamo di canali o pagine Social aziendali con un numero elevato di utenti. Le Brand stories, inoltre, come nel caso di Instagram, aggiungono ulteriori strumenti per le aziende per accrescere la visibilità e migliorare la Web Reputation.
3_Il monitoraggio delle visualizzazioni. Tramite i video possiamo monitorare quante e, in alcuni casi quali, persone hanno dedicato il loro tempo a guardare un nostro contenuto. Che un video sia live o passato dal montaggio, le potenzialità di visibilità sono esponenziali, soprattutto rendono la comunicazione più “reale” ed interattiva, grazie ai commenti e alle condivisioni che possono rimbalzare anche per mesi.
4_Il target. I format video sono studiati da autori e marketer per raggiungere un obiettivo: il pubblico target. Il boom di tutorial di ogni genere, di pagine completamente dedicate alle video-notizie o di video girati da blogger e influencer hanno spopolato a tal punto da generare un business di miliardi di dollari che muove a tutti gli effetti i mercati e gli acquisti delle nuove generazioni.
5_Conversioni. Entro il 2019 i video costituiranno più dell’80% del traffico sul web e per questo saranno ancor di più un ottimo alleato per aumentare le conversioni ai siti aziendali.

Un terzo del tempo speso online è dedicato alla visione dei video, un dato fondamentale che ci fa capire come sia fondamentale inserire in una strategia di marketing almeno una voce a loro dedicata. Studiare il proprio target e creare una storyboard accattivante è il primo passo per generare contenuti in grado di attrarre gli utenti.
Curioso di saperne di più? Partecipa ad uno dei nostri corsi Visual. Per info formazione@mediaworksrl.it

Pillole di formazione

Il Seo Specialist per arrivare primi sui motori di ricerca

Il SEO Specialist è tra le figure più cercate e più pagate nel panorama dei lavori digitali, grazie alle competenze tecniche che permettono di trasformare le parole in chiavi per arrivare nelle prime posizioni sui motori di ricerca.

Ma cosa fa davvero chi si occupa di SEO?
–    Studia il mercato e le ricerche degli utenti
–    Analizza i contenuti di un sito web
–    Scrive e ottimizza testi per il web, inserendo tag e keyword che rispecchino le metriche di ricerca degli utenti
–    Aiuta il sito ad essere in prima pagina, ad esempio su Google o Yahoo e ad incrementare il traffico di visitatori
Per citarne alcune.

Una vignetta pubblicata qualche tempo fa ben esplicita l’importanza di tutte queste attività correlate alla figura del Seo: “Il miglior posto dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google!”. Niente di più vero, considerando che riuscire ad arrivare in alto nella SERP tramite posizionamento organico è un’impresa non così facile come sembra, sia a causa della concorrenza sia per gli annunci pubblicitari che occupano i primi risultati.

Quanto valore possiamo dare, dunque, alle competenze in Seo? Sicuramente altissimo, considerando gli “spintoni” che i siti web e i blog si danno per ottenere visibilità nell’infinito mare della rete. Un lavoro di ricerca e di indicizzazione aiuta non solo ad aumentare i volumi di visite ma anche ad ottenere ciò che per cui il sito è stato creato, ad esempio incremento del database, richieste di informazioni, iscrizioni a newsletter o acquisti in rete. Dunque, chi è il Seo Specialist? È la persona che accompagna l’utente nell’individuazione del risultato che corrisponde alle informazioni che cerca.

Seo è parte del secondo modulo di Formazione 2.0, il corso in Social Media Managament, Digital Marketing e Web Mastering in partenza a febbraio 2018, dedicato a chi vuole entrare nel mondo della comunicazione Digitale.

Web & Social

Milioni di posti in attesa del candidato perfetto: cercare lavoro nell’era digitale

Da una recente intervista al fondatore di Talent Garden, Davide Dattoli, pubblicata su La Stampa è emerso che sono 4 i milioni di posti di lavoro che non vengono assegnati per mancanza di candidati con competenze specializzate. La causa è la velocità con cui si stanno evolvendo le professioni e la carenza di piani di formazione che sappiano rispondere a tali cambiamenti.

La formazione continua è la chiave
Dimentichiamoci di terminare un percorso di laurea e “chiudere i libri”. Le tecnologie correlate alle nuove professioni cambiano giorno dopo giorno e ci obbligano ad incrementare continuamente le nostre competenze. Anche le aziende, che stentano a trovare personale qualificato, puntano sull’aggiornamento delle risorse per tenerle con sé nel lungo periodo. Ma il divario tra domanda e offerta resta oggi ancora abissale.

Cercare lavoro è un lavoro

I posti vacanti sono tanti e, se si ritiene di avere tutte le carte in regola e rientrare tra coloro che rispondono ai requisiti richiesti, bisogna sapersi presentare nel modo corretto e indirizzare la ricerca alla giusta rete. Sfruttare tutti i canali professionali più importanti, dedicare il giusto tempo ad estendere la propria rete, concentrarsi sul Personal Branding per creare un profilo sui social e nella vita che sia compatibile con il lavoro che si desidera svolgere. Tutto questo impegno può portare via ore o giorni interi, ma è fondamentale per ottenere ciò che si vuole.

Il web è il tuo settore se…

Partiamo dal presupposto che parliamo di figure professionali nuove e allo stesso tempo ricercate. Se le proprie attitudini e passioni portano nella direzione del Digitale allora è il caso di dare un’occhiata ai lavori con maggiori possibilità di occupazione:
– Esperti di Web marketing
– Esperti di E-commerce
– Sviluppatori di siti web e app
– Esperti di Design Digitale
Sono lavori complessi che fanno capo a dinamiche che difficilmente vengono insegnate tra i banchi universitari. Una formazione specializzata e professionalizzante, informarsi e frequentare gruppi sui social network e fiere di settore è un buon modo per diventare appetibili.

Semplici step per andare a segno

Cosa fare, dunque, per colpire il recruiter dell’azienda per cui ci si vuole candidare?
1°step: Avere un curriculum sempre aggiornato che parli in modo esaustivo delle esperienze e competenze digitali
2° step: Fare in modo che il curriculum arrivi sulla sua scrivania, cioè saper parlare di sé stessi nel curriculum
3° step: Farsi selezionare, confermando le competenze scritte su carta
Sembrano passaggi scontati, eppure non lo sono. Bisogna essere intraprendenti e avere ben chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere.

Nessuna azienda che riconosca un potenziale negherà ad una risorsa che ritiene valida un colloquio conoscitivo o un posticino nella cartella “Candidati interessanti”.

Pillole di formazione

Corporate Storytelling, l’arte di raccontare l’azienda

Vendere è diventata una parola sempre meno utilizzata nel mondo della comunicazione. Con l’avvento delle nuove tecnologie e l’accesso continuo ad internet tramite  smartphone, le distanze tra aziende e customer si sono accorciate, tanto che è ormai evidente come la forza della pubblicità sui mezzi tradizionali abbia perso nel tempo la capacità di “influenzare” i comportamenti dei consumatori.
Quali sono, quindi, gli strumenti che nell’era Hi-tech permettono di raggiungere il grande pubblico? Sicuramente sono molteplici e lo storytelling d’impresa – o Corporate Storytelling – è il primo su cui puntare. Sembra scontato, eppure condividere le esperienze, le attività e la vita istituzionali può essere il modo più semplice e diretto per “persuadere” l’utente, perché “i consumatori amano conoscere e comprano anche il pezzo di storia che sta dietro l’azienda”.
Come le campagne Adwords o Facebook che ormai sono pane quotidiano per un’impresa che sceglie di essere visibile sul web, il Corporate Storytelling si sta diffondendo con sempre maggiore efficacia, tanto che si prevede l’apertura di Corporate Storytelling Department nei prossimi tre anni con figure esclusivamente dedicate a ricoprire tale ruolo. Un lavoro per veri narratori, che allo stesso tempo “raccontano “ seguendo una strategia ben definita, che sappia parlare ad un pubblico ampio di cui si conoscono e comprendono intenti ed interessi, in breve le loro storie.

Corporate Storytelling è parte del quinto modulo di Formazione 2.0, che approfondisce tutti gli aspetti legati a questa strategia, inserita in tutti i piani di comunicazione che mirano ad ottenere l’attenzione degli utenti e a coltivarla nel lungo periodo.

Advertising World

I clienti Mediawork puntano sul Cyber-Marketing nei loro store all’estero

Aprire un punto vendita ad Hong Kong e affidarsi alle nuove “risorse” tecnologiche è il progetto di un nuovo cliente Mediawork che punta ad allargare il suo franchising all’estero, combinando la qualità dei prodotti e un ambient dallo stile italiano all’Hi-tech.
Attirare i clienti con strumenti innovativi, non soltanto in termini di back-office, ma in termini di front-office creando curiosità e generando engagement grazie all’attenzione loro riservata è l’obiettivo di chi ha deciso di puntare tutto sul futuro del Cyber-Marketing. Nel punto vendita di Hong Kong le ordinazioni non saranno prese da un semplice cameriere, ma dal Robot Pepper, prodotto dall’azienda Softbanks, che in Giappone ha già ottenuto risultati strabilianti in termini di vendite e popolarità nelle famiglie e pronto al lancio nella versione per Business. Il futuro del marketing negli store fisici sembra andare oltre le integrazioni con i social network e i siti web, il design accattivante e il personale super-formato.
La presenza di umanoidi sancisce una convivenza in grado di sfruttare l’enorme potenziale dei dati raccolti dai robot nelle interazioni con i clienti combinata con le capacità “umane” di contatto con le persone, che restano fondamentali per il successo di un’azienda. Il fattore chiave resta sempre la costruzione di un rapporto personalizzato con gli individui e ciò è possibile grazie alla capacità di Robot Pepper di comprendere le emozioni, di riconoscere il tono della voce, conversare e dare informazioni sui prodotti. Un vantaggio in automazione ed efficienza che aiuterà ad implementare le performance non soltanto del personale, ma anche a livello di comunicazione e cura del cliente.

Tutte le funzionalità del robottino sono visibili nel video rilasciato dalla casa produttrice:

Marketing, Mediawork at work

Partecipa a Torno Subito, il bando che unisce Formazione e Lavoro

Il panorama delle nuove professioni punta tutto sul Web e il Digital. Secondo il rapporto di “The Future of Job” il 65% dei bambini da adulto svolgerà un lavoro che ancora non esiste.    La chiave è tutta qui. Puntare su competenze in continuo divenire rappresenta per chi entra nel mondo del lavoro un investimento a lungo termine per essere inserito in azienda con una marcia in più. Dopo anni nel settore della comunicazione online, Mediawork sa bene quanto sia importante avere personale qualificato in grado di portare competenze sempre aggiornate in azienda. Con la Formazione 2.0 in Social Media Management, Digital Marketing e Web Mastering ci siamo fissati un unico obiettivo: formare i professionisti del futuro. Per farlo abbiamo dedicato tutta la nostra esperienza a costruire un corso innovativo, creativo, dinamico, diverso dagli altri, pensando a tutte le skill di cui un vero Social Media Manager non può fare a meno. Diviso in 12 moduli, il corso approfondisce tutti i campi di conoscenza che ogni azienda o agenzia cerca in questa figura: Web Mastering per la cura e la gestione dei siti web, Seo e Sem per l’indicizzazione dei contenuti, Web e Social Media Marketing per studiare i cambiamenti rispetto al Marketing tradizione e le potenzialità che la rete è in grado di offrire, Graphic e Video Design per raccontare l’azienda grazie al visual e infine Event e Project Management per imparare a gestire e coordinare ogni tipologia di progetto ed evento. La didattica sarà coordinata dalla nostra Responsabile dell’Area Formazione, la Dott.ssa Delli Colli con un corpo docenti che garantisce grandi sorprese!
La data di inizio del corso è febbraio 2018, per una durata complessiva di 260 ore. Un’occasione imperdibile è la possibilità di frequentare il corso partecipando al Bando Torno Subito 2017, scegliendolo come formazione per la Fase 1. Il progetto è rivolto a tutti i ragazzi dai 18 ai 35 anni, domiciliati o residenti nel Lazio, studenti, disoccupati o inoccupati che posseggono tali requisiti al momento dell’invio della domanda. Il bando prevede un rimborso spese di vitto e alloggio per la Fase 1 e copre l’intero costo del corso, con ulteriore rimborso spese per lo stage che si svolgerà in un’azienda della Regione Lazio nella Fase 2. La scadenza del Bando è prevista il 21 giugno 2017.

Per richiedere ulteriori informazioni, per iscriverti al corso e ricevere consulenza per la partecipazione al Bando è possibile compilare il form, inviare un’email a formazione@mediaworksrl.it o telefonare allo 0823.904628.