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Cosa succede nel mondo della comunicazione? In questa rubrica vi segnaliamo le campagne pubblicitarie e le operazioni di marketing più interessanti del momento

chevrolet
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#ChevyGoesEmoji, il comunicato emoji di Chevrolet

#ChevyGoesEmoji è la nuova campagna Chevrolet della prossima auto: una campagna marketing unica che ha sorpreso addetti ai lavori e competitor e fatto parlare di sé in tutte le fonti web.

Le sole parole non possono descrivere la Cruze 2016. Ci si aspettava un comunicato tradizionale per presentare la nuova vettura; invece, ad attestare la dichiarazione, è arrivato questo: il primo comunicato stampa totalmente scritto in emoticon.

Chevrolet emoji

Una scrittura tutta da decifrare. Ma se non conoscete questo linguaggio sarà difficile intuire il senso del testo, visto che solo poche parole  e numeri accompagnano i simboli. Un po’ quello che è successo a Norm MacDonald, attore canadese protagonista delle clip promozionali, il quale, impreparato a decifrare le “faccine colorate”, ricorre alla Emoji Academy per imparare il codice, grazie alla guida di Ashley Benson, Zendaya e Jamie Chung, tre giovani “insegnanti”.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=_ks1gQKdtgA]

E’ proprio questa la nuova campagna Chevrolet: una storia composta da quattro mini episodi da un minuto e mezzo circa, costruita sull’interpretazione del comunicato, svelato nell’ultima puntata. Ma soprattutto un gioco social, per il quale ogni utente può dare la propria versione. Un concept interessante e divertente, da cui prendere spunto non solo perché qualche tempo fa abbiamo approfondito sulla potenza delle immagini nella comunicazione digitale moderna, ma anche perché ultimamente siamo sempre più impegnati nella regia e scrittura di spot per nostri clienti.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=5QmNwy62NW0]

Sembra tutto molto difficile per il nostro Norm, ma l’allenamento continua e, con un po’ di sudore ed impegno, il nostro allievo inizia a prendere confidenza con le immagini e fiducia nei propri mezzi, pronto per l’esame finale.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=rKW09Sp_JV0]
L’epilogo è un happy ending che svela i concetti alla base della campagna: guida sportiva,  innovazione, tecnologia e design. Ora si che è tutto chiaro.
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=y_ur-h8EHPA]

snickers advertising
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Le migliori pubblicità dal mondo dell’ultima settimana

Recentemente stiamo marcando molto la zona advertising sia per la nostra consueta sezione-approfondimento del blog, sia perché possa essere fonte d’ispirazione per lavori futuri, visto che amiamo cimentarci anche in questa sfera. Se, come noi, credete che il lunedì sia troppo “crudo” per concentrarsi al meglio sul lavoro e cercate un antidoto naturale che possa dare una scossa, ben venga allora qualche spunto che possa innescare la creatività e la vostra ispirazione e potervi dedicare al meglio su nuovi progetti.

Ecco perciò un rapido viaggio intorno al mondo, attraverso le campagne più interessanti realizzate in questo periodo. Innanzitutto la campagna “adesiva” Snickers “You make mistakes when you’re hungry” che ha voluto enfatizzare i momenti in cui uno snack avrebbe evitato un pessimo risultato. Realizzata dalla agenzia newyorkese BBDO, la campagna vede gli stickers del brand al fianco dei fail più clamorosi della grande Mela, segnalati all’azienda con l’hashtag #hungrymistakes. Geniale!

snickers adv fail

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Dai social alla sfera emozionale, con lo spot per Battersea Dogs & Cats Home ad opera di OglivyOne UK. Un tenero cucciolo trasmesso su un display gigante nei pressi di un centro commerciale, richiama l’attenzione dei passanti invitandoli a seguirlo, e magari proseguire con l’adozione. 

[vimeo 126591064 w=500 h=281]

La brillante campagna della casa di videogiochi cinese Changyou ci pone davanti ad un quesito non proprio scontato: sono i videogiochi a rovinare le relazioni umane o sono proprio le esperienze di vita a farci immergere nel mondo del gaming?

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=8mmEmhGZpnE]

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=BGp529m97_Y]

Rimaniamo in Cina per ammirare lo spot dell’azienda mobile Truemove, in un video commovente che mostra tutti gli effetti della gentilezza.
 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=N4Yrgkt2JPI]

Toni epici e leggendari per presentare la mostarda MailleL’agenzia creativa parigina DDB fa leva sulla fotografia e sulle potenza delle storie per raccontare il carattere unico del prodotto.

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=hbN4vzqnomA]

Ritroviamo Wieden+Kennedy nel “The Milk Drinker”. Perchè bere latte ti fa figo..

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=B-MliUnwT0Y]

E poi Tens, che promuove la nuova linea di occhiali da sole con un taglio assolutamente eccezionale. Tieniti pronto ai nuovi filtri delle lenti: l’esperienza su Instagram non sarà più la stessa..

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=zYV563Vh2h0]

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Elezioni regionali, i peggiori autogol

E’ tempo di elezioni regionali ed è inevitabile per noi cittadini non dare uno sguardo alle grafiche dei candidati, per strada e sui social. Ci siamo lasciati ispirare dall’hashtag Twitter #candidatichedavvero e non abbiamo potuto resistere. Bene, ci troviamo in pieno campo di comunicazione politica, una sfera che gioca su mille aspetti, tra cui retoricalinguaggio del corpo,  look, in modo che nulla venga lasciato al caso. Lo storytelling del primo Berlusconi, le maniche rimboccate di Bersani, i tweet e la retorica di Renzi, le felpe di Salvini: ogni mossa è sapientemente studiata e misurata per innescare l’attenzione degli elettori. 

Ma, al di là del perenne sentimento di sfiducia da parte della gente verso le amministrazioni, c’è chi non fa caso a tutti questi sottili dettagli e prova ancora imperterrito ad annunciare lealtà e cambi di marcia. Le città tappezzate di manifesti sponsorizzano motti e volti nuovi e noi non possiamo di certo ignorarli: ma perché dovremmo fidarci di loro?

candidati forza nuova

Volti improbabili e poco rassicuranti, orrori di ortografia da bollino rosso, slogan poco incisivi e doppi sensi, immagini inopportune e pose imbarazzanti.. Ladies and gentlemen ecco a voi qualche esempio da non seguire se pensate che la politica sia la vostra strada.. Risultati disastrosi di comunicazione o semplicemente spin doctor precursori e geniali? In ogni caso, il nostro consiglio sarebbe di pensarci bene prima di votarli.

Iniziamo dal sig. Franco che, a parte il fatto di aver riconosciuto la paternità di 800.000 figli e di aver due milioni donne, ha scelto un pay off da brividi (fondo del manifesto) #scandalous

manifesto elettorale

Torna il trend della scopa! Che spasso.. Ma perchè?

manifesto elettorale scopa

Giusto ricorrere allo stile e allo charme per attirare voti! Ma quell’inconfondibile modo di indossare la sciarpa l’avevamo visto già da qualche altra parte…

stile

Dammi del tu..

manifesto

Aiuto..

manifesti elettorali

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Quelli della Juve diventano supereroi per “Avengers: Age of Ultron”

Torniamo a parlare del binomio Calcio & Cinema, e di Juventus. Quattro campioni della squadra bianconera diventano supereroi per lanciare il prossimo Avengers: Age of Ultron. La clip si chiama Eroi in ritiro e vede Giorgio Chiellini, Andrea Pirlo, Arturo Vidal e Claudio Marchisio simulare di avere dei superpoteri, ripresi in un’ ordinaria notte in ritiro. Forza, carattere, grinta e precisione: a descriverli sembrerebbero veramente usciti dalla matita di un disegnatore.. In realtà, haters e tifosi avranno pensato almeno una volta che non siano giocatori “normali”: di partite ne sbagliano poche ultimamente, in un’annata dove, sotto Allegri, hanno mantenuto la leadership italiana, battuto tutti i loro record precedenti e sono ancora in corsa su ogni competizione. 

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=49giSmClyy8]

Nello spot ognuno di loro rappresenta in parallelo un eroe della saga Marvel: Marchisio dorme con lo scudo di Capitan America, Chiellini, dopo aver perso al videogame, diventa verde come Hulk e Arturo Vidal con la benda all’occhio, proprio come Nick Fury. 

Il sequel diretto da Joss Whedon uscirà in Italia il 22 aprile di quest’anno, dopo che il suo primo capitolo fu campione d’incassi nella sua prima settimana, chiudendo con 623 milioni negli USA e 1.5 miliardi in tutto il mondo. Un cast stellare con Scarlett Johansonn, Samuel L. Jackson e Robert Downey Jr. solo per citarne alcuni ed un film che si preannuncia imperdibile per gli amanti del fumetto e non solo. Tocca solo aspettare!

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Loghi comuni: quando il design fallisce

La città è un brand a tutti gli effetti: ognuna ha la propria identità, il proprio stile ed offre aspetti e vantaggi diversi. Consolidare l’appeal attraendo investimenti e turismo è un business primario per ogni amministrazione locale. Si, ma come? L’ultimo trend, sulla scia di alcuni casi vincenti europei e mondiali, è il design del logo. Un po’ per merchindising, un po’ per meglio posizionare la città nell’immaginario, disegnare un marchio distintivo ed accattivante, magari insieme ad un buon payoff, sta diventando una questione assai attuale, proprio come se fosse un biglietto da visita.

Pensiamo a quante t-shirt e spillette si vendono ogni giorno con la scritta “I love NY” con il simbolo del cuore rosso, ideato da Milton Glaser. Sulla falsa riga di questo enorme successo sono nate le nuove grafiche per le campagne relative alle città di Amsterdam e Copenaghen. Ma in Italia, ad attirare l’attenzione di media e cittadini, c’è qualche caso di mal design!

banksy-loves-ny

E’ notizia di questi giorni il caso relativo alla Regione Lombardia: protagonista un post diffuso su Facebook dall’Assessore alle Infrastrutture Alessandro Sorte, a metà tra una mascotte ed un logo, con un payoff che, per giunta, sembra appartenere al consigliere bergamasco Angelo Capelli. La regione di color verde, con degli stivali ed una paletta in mano: un’idea elementare e non proprio ricercata nei dettagli. Il disegno non sembra essere ufficiale, ma è stato bersagliato sui social fino a diventare un vero e proprio affaire: sarà uno scherzo o no?

Logo Sorte Lombardia

Spostiamoci a sud ed andiamo a Salerno, in una vicenda che risale a tre anni fa. L’allora sindaco De Luca assegna il disegno del marchio a Massimo Vignelli, un rinomato designer italiano di New York. Il risultato? Una “esse” su due sfumature di azzurro pagata duecentomila euro. Dentro il concept, a detta del creativo, si possono intravedere il sole, il mare, il tramonto, con immersi un ippocampo e un delfino se si presta attenzione. Ma le critiche arrivano per aver ignorato mesi prima un bando che commissionava e premiava lo stesso lavoro, a cui però l’ex sindaco ha preferito non dare importanza.

Logo della città di Salerno e di Napoli Calcio

 

Stessa storia, l’anno scorso, per la città di Firenze che aveva come sindaco ancora Matteo Renzi. Altro concorso con in palio 15,000 euro ed un logo che ha fatto tanto discutere, sia per l’accusa di non richiamare le bellezze della città, e quindi ritenuto freddo, sia perché troppo simile, secondo molti, a quello usato dalla città di Praga. La parola “Firenze” scritta in latino, inglese, tedesco e spagnolo con evidenziate in grassetto le lettere che compongono insieme “Firenze”. Anche qui il web ed i cittadini non hanno perdonato…

Logo città Firenze e Praga

Infine, ma non meno importante, il caso della città di Roma, uno dei più recenti. Un nuovo stemma ed un inglesismo che sa di modernità hanno aperto un enorme dibattito politico e non solo: ci riferiamo a “Rome & You”. Se alcuni hanno apprezzato il tentativo del sindaco Ignazio Marino di voler dare un tono internazionale alla città, in molti hanno puntato il dito contro il primo cittadino, reo di aver eliminato ogni elemento storico che potesse rafforzare la storia millenaria della città, come faceva la sigla S.P.Q.R. .

Logo Roma

 

Ecco che raccontare l’identità di una città attraverso la grafica può rivelarsi un clamoroso autogol, nonché un’azione spesso molto onerosa. Cosa far prevalere allora, branding o storytelling?

Quesito che potrebbe interessare anche al Comune di Mignano Monte Lungo, nostro cliente che proprio pochi giorni fa, mentre una parte del team era impegnata a Napoli per interessanti aggiornamenti sul web, ha premiato il vincitore di un bando che commissionava la progettazione di un nuovo monumento in una piazza del paese. Sempre a proposito di concorsi e design..

 

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House of Cards gioca le sue carte a Milano per la nuova serie

Se siete fan di House of Cards, la serie tv con Kevin Spacey ispirata dal romanzo di Micheal Dobbs, sapete bene che sta per andare in onda la nuova serie su Sky Atlantic HD (ch.110). La trilogia ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e proprio il 5 marzo sarà pubblicato il terzo ed ultimo capitolo, “Atto Finale”.

Tanta attesa per la prossima serie di puntate quindi, di cui le prime due sono già state trasmesse in anteprima il 27 febbraio in lingua originale. Ma non temete: tra poco più di 24 ore, ogni mercoledì, potrete gustarvi il thriller politico più seguito della tv finalmente comodi sul vostro divano.

House of Cards gioca le sue carte a Milano per la nuova serie

E proprio per il lancio di questa nuova edizione, che si promette bollente, HOC, insieme a Sky Atlantic, ha deciso di giocare le proprie carte a Milano con una serie di iniziative di marketing.

Un castello di carte con i volti dei personaggi, realizzate dall’illustratore Nanà Dalla Porta, è stato posizionata a Milano in Piazza Gai Aulenti dallo scorso 28 febbraio fino al 6 marzo.

House of Cards gioca le sue carte a Milano per la nuova serie

Inoltre, il noto Chiosco di Valeria in Viale Argonne è stato trasformato fino al 5 marzo nel Freddy’s BBQ Joint frequentato da Frank Underwood per le costine di maiale. Perciò se vi siete chiesti che sapore potessero mai avere quelle meravigliose fried ribs e magari siete di Milano, fateci un salto e scattate una foto con la costoletta più famosa di Washington D.C., all’hashtag #HouseofCards. Buona visione!

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#Allacciamoli: la “maledizione” di Chiellini

Torna l’iniziativa mediatica a sfondo sociale  “Cambiamo gli schemi: #allacciamoli” promossa dall’agenzia di scommesse irlandese Paddy Power insieme ad Arcigay e Arcilesbica per combattere l’omofobia. Da questa settimana fino al 2 marzo, la campagna anti-discriminazione coinvolgerà tanti personaggi dello sport che, indossando dei lacci arcobaleno saranno testimonial per questo messaggio di sensibilizzazione. 

#Allacciamoli: la "maledizione" di Chiellini

Dopo Radja Naingolann, centrocampista belga della A.S. Roma che li esibirà domenica all’Olimpico, sarà il turno di Giorgio Chiellini ad allacciarsi le stringhe colorate. Ma sembra che la scelta del testimonial stavolta non sia stata molto azzeccata visto che, negli ottavi di andata di Champions League, il difensore azzurro è stato autore di un infelice episodio. Il numero 3 juventino infatti è scivolato davanti la sua area di rigore favorendo il goal di Reus: una  défaillance molto pesante visto che si è trattato di una rete fuori casa, che a Dortmund potrebbe rivelarsi anche fatale. Saranno stati i lacci o cosa? Bè Giorgio, la prossima volta #allacciali meglio..

Scherzi a parte, sarà importante sostenere questa causa e tutti possono contribuire a diffonderla: basta indossare i lacci, fotografare, condividere e lanciare un messaggio all’hashtag #allacciamoli su Facebook, Twitter o Instagram.

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Un Obama versione “YOLO” per la campagna Obamacare

Cosa facciamo quando nessuno ci guarda, quando siamo soli in una stanza o in ascensore? Chi di noi non ha mai sognato di essere qualcuno di successo o semplicemente qualcosa di diverso, davanti uno specchio? Chi non ha mai giocato ad essere Robert De Niro, fatto un assolo di chitarra o intonato la sua canzona preferita, consapevole che nessuno l’avrebbe potuto vedere? 

E’ quello che è successo in una campagna pubblicitaria americana che sta facendo il giro del web, con un attore in debutto assoluto: parliamo di Barack Obama, non proprio il primo che potevamo aspettarci.. La pubblicità ruota attorno l’Obamacare ed intende incentivare il pubblico a cliccare sul sito dell’assistenza sanitaria entro il 15 febbraio, data di scadenza per il piano 2015. Il promo vuole colpire l’attenzione dei più giovani e diventa immediatamente virale, contando in poco tempo più di sei milioni di visitatori.

Un Obama mai visto, quello apparso nel nuovo spot del sito di entertainment BuzzFeed: il Presidente degli Stati Uniti d’America, nonostante  un periodo non proprio dei più felici del mandato, si mostra in una veste assolutamente inedita, raccontando ancora una volta il suo lato più simpatico ed autoironico. Smorfie, linguacce, selfie, prove di discorsi abbozzati, disegnini elementari della sua amata Michelle, autocritiche su piccoli problemi logistici e addirittura un tiro di basket su un canestro immaginario.

In parallelo, le immagini dello stesso percorso di un suo assistente, nello stesso mood del capo americano: i due alla fine del video, si trovano insieme in un finale tutto a sorpresa. Al momento del tiro, infatti, Obama vede entrare il suo dipendente senza preavviso, ma il Presidente a stelle e strisce non sembra per nulla imbarazzato dalla gaffe, anzi la ripete e risponde: “Can I live?”. La battuta rimanda al senso dello spot, ed è una di quelle su cui si potrebbero scrivere pagine e pagine di comunicazione mediatica. “Posso vivere?/posso esprimermi anche io?” è il senso di quello che Obama vuole comunicare all’assistente, “reo” di essersi intrufolato nella sua stanza e spettatore del gesto cestistico. Come se volesse dire: “Sono umano anche io e anche io..ho il diritto di vivere!”.

YOLO, MAN

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Cascate di milioni per gli spot del Superbowl 2015

Domenica 1° febbraio si terrà la 49° edizione del Superbowl, in Arizona, in uno stadio di 63.000 spettatori. La finale di football, che vedrà i Seattle Seahawks contro i New England Patriots, è considerata l’evento mediatico americano incontrastato dell’anno, dove i brand più famosi e le multinazionali più potenti fanno a gara per aggiudicarsi le pause della diretta televisiva. Praticamente il trionfo dell’advertisement: pubblicità in onda ogni cinque minuti e 4,5 milioni di dollari per soli 60 secondi di spazio. Scordatevi l’NBA, questo è lo sport numero 1 negli Stati Uniti! Perciò se i più appassionati saranno ben disposti a pagare almeno 6.000 dollari per assistere alla partita dal vivo, i couchpotato saranno altrettanto contenti di starsene sul divano e godersi i migliori spot televisivi, pronti a stappare l’ennesima birra.

Il Superbowl ha dei numeri impressionanti, sia per i costi degli spazi pubblicitari, sia per i consumi annessi allo spettacolo. Qualche cifra: più di 100 milioni di spettatori, milioni di alette di pollo e pizze consumati, 50 milioni di confezioni di birra ed investimenti per promo televisivi per 15 bilioni di dollari. Tutto questo è il Superbowl, il weekend più assurdo dell’anno. 

Ma andiamo nello specifico e soffermiamoci sui filmati promozionali che si avvicenderanno durante la finale di quest’anno. Nel primo spot, la Budweiser sceglie di toccare la sfera emozionale in un mini racconto a lietofine di un cucciolo aiutato a trovare il suo padrone grazie all’aiuto di alcuni cavalli. Non solo per questa clip, la Budweiser sarà la birra del Superbowl.

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Sempre in casa Budweiser, ma stavolta per promuovere la Bud Light, in uno spot in cui l’azienda ha voluto creare un’esperienza ludica unica, che riproduce le dinamiche di un celebre videogame, ma in modalità umana. Allora occhio a non incrociare i fantasmini colorati e cliccate play.

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Cambiamo ambito e passiamo a Victoria’s Secret, che  non poteva non giocare sulle allusioni e sulla sensualità dei corpi: pollice in su anche per la linea di intimo più seducente del mercato.

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Una linea insolita viene invece adottata dal terzo marchio. Siamo nel campo dei motori e Mercedes-Benz sceglie l’animazione e la simpatia di una fiaba per promuovere il nuovo modello sportivo AMG GT.

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E poi c’è un’altra casa automobilistica, KIA, in cui il suo testimonial, Pierce Brosnan, non vestirà l’abito dell’eroe alla guida della sua vettura contro mille eventi a sfavore; ma percorrerà una tranquilla strada innevata di montagna verso un finale non proprio da James Bond.

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Chi farà touchdown?

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McDonald’s si rifà il trucco per la sua ultima campagna

Se pensate che per rendere efficace la comunicazione di un prodotto bisogna necessariamente che esso sia presentato da un volto noto o marcato da payoff super convincente, non è proprio questo caso.

Dopo anni di spot faraonici e testimonial d’eccezione, McDonald’s apre ad un nuovo modo di comunicare, per il lancio della sua ultima novità: i Gran Limited Edition, ossia i suoi prodotti più rappresentativi, sono infatti in vendita in versione large a partire dal 16 gennaio in tutti i ristoranti della catena. Ma vediamo come è stato scelto di trasmettere questa new entry del menù.

La nuova campagna promozionale, affidata al team di TBWA, è stata definita dalla stessa azienda come ‘unica e moderna nella storia dell’immagine del brand’; Big 6, questo il nome della campagna, “suona” quasi come un restyling del brand colosso del fast food: sei icone giganti, niente didascalie ed una nuova immagine più minimale, con la M del logo più piccola e discreta defilata in basso, come se fosse il simbolo R del “marchio registrato”.

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Quando è il prodotto a parlare per se stesso, cos’altro c’è da aggiungere?” ha dichiarato TWBA, “Ma soprattutto, perché dovremmo aggiungere qualcos’altro?”

Il 15 gennaio è stata inoltre lanciata l’applicazione mobile relativa al progetto: The Icon Club, che permette di comporre una traccia audio elettronica a partire dalle icone protagoniste della campagna. Ogni prodotto simbolo è una categoria di 8 diversi suoni da poter scegliere per il brano; in più, grazie alla tecnologia del Logo Grab, fotografando un’icona col proprio smartphone si ha la possibilità di accedere a suoni extra, utili per una composizione più approfondita e complessa. Le tracce possono essere condivise sui social e saranno in competizione tra loro per vincere la possibilità di essere inseriti nella playlist ufficiale di Mc Donald’s Italia per Spotify.

Forse non basterà a convincere i detrattori del fast food ma sicuramente ancora una volta la “M a due archi” sa come garantirsi l’engagement del suo pubblico!

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