Pillole di formazione

Pillole di formazione

CODING PER BAMBINI, QUALI SONO I VANTAGGI

In un mondo sempre più connesso in rete, il coding per bambini è un linguaggio che unisce le nuove generazioni alle tecnologie, non solo del presente, ma anche del futuro. Nei percorsi didattici che si aprono a programmi in continua evoluzione, il coding rappresenta un approccio innovativo, che non soltanto permette al bambino di apprendere il linguaggio informatico alla base della programmazione (significato letterale del termine coding), ma lo stimola a sviluppare un approccio inedito ai problemi e alla loro soluzione. Tecnicamente parliamo di ciò che gli accademici definiscono pensiero computazionale. Come scrive Jeannette M. Wing, in Computational Thinking:


“Dovendo risolvere un problema, dovremmo chiederci: quanto è difficile risolverlo? Quale è il miglior modo per risolverlo? […] Il pensiero computazionale significa riformulare un problema apparentemente difficile in uno che siamo in grado di risolvere, anche riducendolo, incorporandolo in altro, trasformandolo o simulandolo.”

Cosa si apprende con il coding per bambini? 

Innanzitutto il divertimento! I bambini di oggi sono naturalmente portati all’utilizzo di dispositivi tecnologici quali tablet, smartphone, computer… sono, in sostanza, dei nativi digitali. In un corso di coding per bambini si dà loro la possibilità, tramite questi strumenti, di animare e far muovere personaggi virtuali per raggiungere un obiettivo. Un pò come il vecchio Pacman che, negli anni 90’, ci divertivamo a guidare nei cunicoli del labirinto per evitare i fantasmini.

 

 

 

Quali sono gli strumenti del coding per bambini?

Esistono innumerevoli app e giochi che vengono utilizzati nei corsi di coding. Un esempio di applicazioni sono Scratch e Osmo tra i programmi più utilizzati per l’apprendimento del linguaggio computazionale. Scratch è un ambiente di programmazione gratuito, tramite il quale si possono realizzare simulazioni, fare esperimenti, animazioni e creare semplici giochi. Osmo è un sistema di gioco compatibile con iPad che permette al bambino di muovere, tramite dei comandi fisici esterni, i personaggi presenti in video. Superando più livelli il bambino sperimenta diversi comandi e allo stesso tempo individua soluzioni propedeutiche all’avanzamento del gioco, sempre più complesso.

Perché iscrivere un bambino ad un corso di Coding?

È una decisione importante, che può influire positivamente sullo sviluppo delle sue capacità e competenze. Il gioco è una delle migliori forme di apprendimento e, proprio per questo, permette al bambino di essere libero di sperimentare sentendosi completamente immerso in un mondo allo stesso tempo tecnico e creativo, ma aprendolo a numerose opportunità per il suo futuro che, in generale, è completamente proiettato al digitale in ogni ambito, da quello formativo a quello lavorativo.

Marketing e comunicazione, Pillole di formazione

Mediawork Digital Academy | Inizia il corso Formazione 2.0 in Web e Social Media Marketing

5 febbraio 2018 – Partono ufficialmente, con Formazione 2.0, i corsi di Mediawork Digital Academy, dedicati ai futuri professionisti del Web e Social Media Marketing. Tre mesi di lezione in cui gli studenti, nei 12 moduli previsti, apprenderanno teorie e strategie di Web Marketing e a utilizzare i principali strumenti operativi del settore.

Obiettivo è l’acquisizione di tutte le skill più richieste dal mondo del lavoro, in cui i professionisti digitali sono le figure al momento più quotate nelle aziende  (ne parliamo qui).

Carichi di emozione, con un brindisi inaugurale abbiamo dato il benvenuto agli studenti, protagonisti di un progetto di rivalutazione delle risorse umane del territorio, con un’offerta formativa che si distingue dalla didattica accademica in termini di contenuto e approccio alla docenza. Primo modulo del corso, di cui si concludono oggi le lezioni, è Fondamenti di Informatica e Web Mastering, un focus di 16 ore sull’utilizzo di WordPress. Prossimo appuntamento domani 7  e giovedì 8 febbraio con il modulo di Photo Editing del docente Andrea Samonà.

Ospiti del corso anche studenti della Regione Lazio, che ci hanno scelto come progetto formativo del bando Torno Subito, intraprendendo con noi i primi passi nel mondo Digital.

Quali corsi è possibile seguire da Mediawork Digital Academy?

Lo studente ha la possibilità di creare un proprio piano di studi, in cui inserire soltanto alcuni dei contenuti previsti in Formazione 2.0. 5 Masterclass e 8 Smart Learning in calendario tra cui scegliere fino a maggio 2018.

Di seguito i prossimi appuntamenti

> 7-8 febbraio, corso in Photo Editing con Andrea Samonà

> 12-13-14 febbraio, corso in Project Management con Alessandro Silvestri (docente ISIPM)

> 26-27 febbraio, corso in Web Marketing con Rosanna Perrone

> 28 febbraio, Masterclass in Facebook Marketing con Rosanna Perrone

> 8 marzo, Masterclass in Community Management con Domenico Armatore 

> 12-13 marzo, corso in Seo, Sem e Dem con Rosanna Perrone

> 21 marzo, Masterclass in Web Copywriting con Cinzia Di Martino

> 23 marzo, Masterclass in Online Advertising e Analysis con Mirko Maiorano

> 27 marzo, Masterclass in Instagram Marketing con Nicola Carmignani 

> 4-5 aprile, corso in Video Editing con Valerio Nicolosi

> 16-17-18 aprile, corso in Graphic Design con Virginia Capoluongo

> 23-24 aprile, corso in Counseling con Zagara Abbatescianni

Per ricevere informazioni su programmi, costi e iscrizioni è possibile compilare il form e sarete contatti da un nostro consulente della formazione.



Blogging, Pillole di formazione, Social Media, Web & Social

Lavoro digitale, le nuove professioni del web più cercate dalle aziende

L’avvento del digitale ha completamente trasformato il mondo del business e del lavoro, creando nuove professionalità e nuove competenze richieste sia ai dipendenti che alle figure dirigenziali. Il lavoro digitale è sempre più richiesto dalle aziende, ma la formazione nel settore risulta ancora carente e offre pochi percorsi di studio effettivamente in grado di rispondere alle competenze ricercate.

La preparazione risulta, così, la più grande barriera allo sviluppo del settore digital. Da una ricerca condotta da SAP nel 2017 è emerso che il 64% dei dipendenti di un’azienda non possiede le competenze necessarie alla trasformazione digitale, mentre solo il 15% possiede le skill richieste dal ruolo ricoperto.

Dunque, tutto si muove sul web e a sua volta il web si muove grazie ai professionisti, che spesso risultano sconosciuti, sia in termini di potenzialità che possono avere nella Business growth, sia in termini di lavoro concreto che tali professionisti svolgono quotidianamente, come dipendenti o freelance.

Facciamo una panoramica delle professioni più richieste nell’ambito del lavoro digitale.

1. Digital Business Analyst
Avere un sito con contenuti accattivanti ed eccellenti non basta per convertire il traffico generato. È fondamentale che qualcuno si occupi dell’analisi dei dati. Il Digital Business Analyst è colui che analizza le proiezioni dei dati di vendita, i risultati delle campagne di marketing e studia la fetta di mercato di riferimento. Parole chiave del suo ruolo sono ricerca, analisi del target, lettura delle buyer personas; tenendo sempre conto dei dati qualitativi e quantitativi utili a capire le ragioni del successo di un contenuto piuttosto che di un altro.

2. Web Developer
Si occupa di costruire un sito, svilupparne l’architettura e garantirne il funzionamento, attraverso i linguaggi di programmazione o l’utilizzo di CMS. Questi ultimi, in particolare WordPress e Joomla, attualmente sono in assoluto i più utilizzati. Questo è, dunque, un lavoro tecnico, mirato ad ottimizzare l’usabilità di un sito web lato utente seguendo delle linee guida di progettazione stabilite a monte.

3. Social Media Manager
Il social media manager è una figura che cura la presenza di un brand o altro ente sui social network e ricopre un ruolo trasversale all’interno di un progetto di comunicazione. Il suo compito è quello di gestire diverse piattaforme, mantenendo una visione d’insieme su tutti i canali di comunicazione e attuando azioni differenti che rientrano in modo coerente in una strategia complessiva. La sua è un’attività che non può prescindere dalla SEO, dal blogging e neanche dal web design; la sua competenza principale, infatti, è proprio quella di saper andare oltre il singolo strumento.

4. Web Copywriter
È un professionista della scrittura che produce contenuti testuali per il web, campagne di web marketing, email promozionali, comunicati stampa, blog e Social Media. Distinguendosi in molti aspetti dalla scrittura tradizionale, la scrittura per il web comporta non solo uno studio delle piattaforme su cui si veicolano i testi e del target, ma anche delle parole chiave utili ad incrementare le visite e a creare engagement tra i lettori.

5. Seo Specialist
Il suo compito è aumentare il traffico su un sito curando il posizionamento organico di una piattaforma web sui motori di ricerca (Google, Yahoo!…). Obiettivo è l’acquisizione nel tempo di nuovi contatti e nuovi clienti che navigano il sito web, trovando un prodotto o un servizio di cui hanno bisogno. Si occupa dunque degli aspetti tecnici di conquista delle prime posizioni sui motori di ricerca.

Blogging, Pillole di formazione

Il coding, a scuola di “programmazione” con il pensiero computazionale

Nella nostra società digitale essere creativi sta assumendo sfumature di significato sempre più orientate alla cibernetica. Immerse nella quarta rivoluzione industriale dominata dall’intelligenza artificiale, le nuove generazione ormai si approcciano ai dispositivi tecnologici quotidianamente e spesso solo passivamente. Cosa succederebbe se già dalla scuola i bambini imparassero a dominare la tecnologia, senza esserne banali fruitori?

ll coding, tradotto in italiano con “programmazione”, è un nuovo approccio all’apprendimento che pone al centro il pensiero creativo. È una nuova materia emergente, che gli studiosi cominciano a consigliare già dall’età prescolare: stimola la capacità di problem solving e l’emancipazione del pensiero computazionale, ovvero la logica e l’intelletto, attraverso esercizi ludici. È proprio il principio del learning by doing che affascina gli educatori di tutto il mondo, che osservano invece quanto ancora siano molto tradizionali gli insegnamenti scolastici rispetto all’effettiva realtà attuale. 
I bambini di oggi sono nativi digitali, per loro l’idea di essere un informatico non è un traguardo ambizioso ma la futura quotidianità. Già all’inizio del 2016 il forum dell’Economia Mondiale ha sentenziato che il 65% dei bambini che frequentano oggi la scuola primaria farà un lavoro che non esiste ancora. Lungi dall’essere spaventati da questa previsione, che invece incoraggia al progresso, le scelte dei genitori di oggi potrebbero avere un grande peso sul futuro dei propri figli.
Ma in cosa consiste il coding? Semplicemente in un “dialogo” con il computer attraverso smart toys che uniscono il gioco alla programmazione informatica e capacità di risolvere piccoli problemi di logica, sempre più complessi. Attraverso un’interfaccia accattivante e a divertenti personaggi “robotici”, i bambini muovono dei blocchetti colorati a loro disposizione facendoli saltare, correre e superare ostacoli. Muovendo i cubi, non stanno altro che scrivendo codici informatici, quindi comandano il loro pc o il tablet, cosa ben diversa dal semplice utilizzo di un’app.
In questo modo, il gioco viene creato dal bambino e il linguaggio informatico si fa qualcosa a loro comprensibile già dalla tenera età.
L’approccio al coding già dalle scuole primarie ci ricorda la lungimiranza dei genitori che, tra gli anni ’80 e ’90, avevano già compreso l’importanza delle lingue straniere nel futuro dei propri figli. Ora il pensiero computazionale è diventato il nuovo inglese e può diventare un’alternativa divertente alle tante attività extra-scolastiche radicate nel passato ma anche l’opportunità di imparare l’uso consapevole e attivo dell’informatica, per essere proiettati verso il mondo sempre più digitalizzato che ci aspetta.

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Pillole di formazione

Social Media Strategy – Come pianificare al meglio la tua presenza sui canali social

Ormai è risaputo e anche abbastanza scontato. Ogni azienda dovrebbe avere una presenza sui social media. Quello che è meno chiaro è che non è sufficiente aprire una pagina Facebook, Instagram, Twitter, ecc. per ottenere risultati tangibili sul proprio fatturato. Per raggiungere degli obiettivi come aumento delle vendite e crescita del brand/azienda, è necessario avere una chiara strategia sui social media. È quindi fondamentale che a monte del piano comunicativo venga elaborata una social media strategy.

Definisci gli obiettivi da raggiungere

Il primo passo da compiere consiste nella definizione degli obiettivi che si vogliono raggiungere. Questo è uno step fondamentale, una bussola che orienterà la nostra comunicazione. Senza degli obiettivi chiari si corre il grosso rischio di fare sforzi inutili che non porteranno grossi ritorni per la tua azienda. Infatti considera che ogni obiettivo comporta delle azioni diverse da mettere in atto.

In base al tipo di obiettivi da perseguire si potrà stilare una pianificazione aziendale ad hoc. Ovviamente è fondamentale scegliere delle mete perseguibili, specifiche, realistiche e misurabili. Gli obiettivi della tua social media strategy devono essere allineati con gli obiettivi generali di marketing del tuo business.

obiettivi di marketing

Analizza la tua presenza sui social

Subito dopo dovrai individuare i social media più vantaggiosi da utilizzare, come usarli e quando. Non serve avere un profilo su ogni canale social. In base al settore di appartenenza del tuo business potrai scegliere un social media piuttosto che un altro.

Innanzitutto parti da un’analisi e ricerca della tua attuale presenza sui social. Potrebbero esistere già delle pagine create da fan, dipendenti o detrattori. In quest’ultimo caso puoi reclamarne la proprietà o segnalarle in modo che vengano chiuse.

L’analisi della rete non termina di certo qui. Un’altra importante prassi da non tralasciare è quella di spiare i competitor. Scopri dove comunicano, come e con quale frequenza. Spulcia tra i loro fan per capire quale potrebbe essere il pubblico a cui dovrai indirizzare anche la tua comunicazione social.

Pianifica i contenuti

Se hai fatto un buon lavoro nei due step precedenti, ora sei in grado di sviluppare una content strategy completa e accurata per la tua campagna di social media marketing. Questa strategia è composta da tanti piccoli tasselli. Innanzitutto devi scegliere il tipo di contenuto da pubblicare e promuovere sui diversi canali social che hai scelto in precedenza. Poi sarà importante stabilire la frequenza di pubblicazione, il pubblico target e le campagne sponsorizzate.

Per fare tutto questo al meglio senza perdere nessun pezzo del puzzle, ti tornerà sicuramente utile un calendario o piano editoriale. Il calendario editoriale ti servirà a programmare tutte le pubblicazioni sui vari canali che intendi usare nella tua campagna.

pianificazione e controllo strategie di marketing

 

Tieni d’occhio la tua rete

La pubblicazione non è di certo l’ultimo passo da compiere. Una buona social media strategy non può farsi mancare la fase di monitoraggio. Il controllo e l’analisi della tua campagna è fondamentale per monitorare l’andamento. Ormai quasi tutti i canali social sono provvisti di un’apposita sezione dedicata alle statistiche o approfondimenti (insights). Da qui potrai conoscere preziose informazioni sui dati relativi ai tuoi canali social, sul tuo pubblico target e sulle sue abitudini. Ma di certo non basta solo questo. Esistono dei tool specifici per il monitoraggio della web reputation, ne abbiamo parlato in maniera più approfondita in un altro articolo del nostro blog.

La cosa importante da tenere a mente durante l’analisi dei dati è quella di confrontare i dati con gli obiettivi prefissati, per intuire al volo se stai remando nella giusta direzione.

Ottimizza e aggiorna la tua strategia

Dopo aver analizzato i dati della campagna in corso, sarai in grado di capire quali sono le modalità comunicative che funzionano di più e quali sono le cose da rivedere. In base all’analisi puoi aggiornare la tua strategia di contenuti e continuare a svilupparla con nuovi obiettivi da raggiungere.

Avrai capito da solo l’importanza di una buona social media strategy . Certo non è cosa da tutti la programmazione di una strategia di questo tipo. Esistono delle figure professionali specializzate per queste attività. Questo argomento sarà trattato nel quarto modulo di Social Media Marketing del corso in Social Media Management e Digital Marketing in partenza a Ottobre 2017, indirizzato a coloro che vogliono approfondire i temi legati al mondo della Digital Communication.

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Pillole di formazione

Web Reputation, cosa si dice online sul tuo brand?

Veniamo subito al dunque. Chi di noi non ha mai cercato recensioni, opinioni e commenti prima di acquistare un prodotto/servizio in rete? Nessuno o quasi. È ormai prassi comune informarsi prima di compiere acquisti, di scegliere un ristorante, un viaggio, un corso da seguire, un film o una serie TV da guardare.

Ecco tutto questo può essere inglobato nel concetto più ampio di Web Reputation o Brand Reputation che dir si voglia.

Definizione di Web Reputation

“La Web Reputation (reputazione sul web) è un’attività di raccolta e monitoraggio di tutto quanto viene detto on line riguardo a un determinato prodotto, servizio, progetto o evento.

Si tratta di un’attività strategica fondamentale per le aziende e le organizzazioni, perché consente di capire qual è in generale l’opinione diffusa on line riguardo alla tematica a cui si è interessati. Il monitoraggio della web reputation può essere un’attività in continuum, qualora si stia svolgendo una determinata attività di comunicazione on line e se ne vogliono misurare gli effetti nel tempo, o un’attività istantanea volta a fare una sorta di fotografia della situazione del momento: ad esempio, perché si vuole conoscere l’opinione degli utenti prima di entrare in un determinato mercato.” [1] 

La reputazione ci precede

È bene tenere a mente che sul web le notizie circolano veloci e si diffondono a macchia d’olio. Il meccanismo è lo stesso del passaparola, però la velocità di diffusione e l’infinito bacino d’utenza potrebbero rivelarsi aspetti molto critici per il tuo business. La rete offre enormi potenzialità in termini di crescita ma dall’altro lato della medaglia c’è anche il rischio di un fallimento in tempi brevi.

Nell’epoca dei social network gli utenti sono diventati produttori di contenuti e non solo ascoltatori passivi. Elogi o critiche verso un brand, un personaggio pubblico o un’azienda sono all’ordine del giorno. Basta poco per far sì che da un piccolo focolaio la situazione si trasformi in un incendio indomabile. Si è esposti costantemente ad una vulnerabilità costante. A differenza del passaparola, sul web tutto resta rintracciabile, quasi niente si cancella.

Il ruolo del Social Media Manager

Affidarsi al “fai da te” potrebbe essere estremamente pericoloso e irrimediabilmente dannoso. Per questo ed altro, sono nate figure professionali come il Social Media Manager. Il suo compito non è solo quello di essere un generatore di post. La rete va ascoltata, monitorata e gestita. Il buzz (mormorio, cosa si dice in rete su un certo argomento) va tenuto sotto controllo per valutare quanto le strategie di marketing applicate stanno avendo efficacia.

Strumenti per monitorare la Web Reputation

Ad agevolare il lavoro di un Social Media Manager arrivano in soccorso dei tool utili all’ascolto e al monitoraggio della rete. Ne esistono davvero tanti, alcuni indicati per un particolare social network altri più generici. Ne indichiamo tre tra quelli più usati.

fanpage karma

Fanpage Karma

Strumento di social media monitoring utile ad analizzare pagine Facebook, sia le proprie che quelle dei competitor. Analizza i dati e confronta le pagine. Utile per scoprire l’efficacia dei post, i migliori orari di pubblicazione e molto altro.

social-mention

Social Mention

Si tratta di un motore di ricerca focalizzato sui social network. Permette di raggruppare i contenuti relativi ad un argomento specifico, provenienti da diverse piattaforme social, in un’unica pagina e in tempo reale.

buzz sumo

BuzzSumo

In base alle query di ricerca restituisce i risultati trovati in rete. Può essere utile sia per monitorare che per ricercare idee e argomenti relativi al settore d’interesse o per spiare i siti web dei competitor.

Dunque l’argomento Web Reputation è attuale e molto importante per ogni strategia di marketing. Sarà trattato e approfondito nel secondo modulo di Social Media Marketing del corso in Social Media Management e Digital Marketing in partenza a Ottobre 2017, dedicato a chi vuole approcciarsi al mondo della Comunicazione Digitale.

 

Fonti:

1 – https://it.wikipedia.org/wiki/Web_reputation

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Mobile vs Desktop, la doppia identità del web

Chi di noi dedica più di un’ora al giorno alla navigazione sul web da mobile alzi la mano!
I dati parlano chiaro: gli italiani accedono ad internet con una media di 57 ore al mese.

Secondo il rapporto di “Ofcom consumer research”, gli utenti che preferiscono utilizzare gli smartphone sono l’89% contro il 63% di chi naviga da desktop.
Gli smartphone e i tablet risultano vincenti tra le 7.00 e le 10.00 e le 20.00 e le 24.00, mentre il desktop conquista quota durante le ore giornaliere, coincidendo con gli orari di apertura degli uffici.

Il tempo libero mattutino e serale assorbe quindi completamente il mobile, per questo ogni sito web ha la matematica certezza di essere navigato da uno smartphone o da un tablet e necessita di un layout impeccabile per entrambi i formati. Sembrano semplici accorgimenti eppure una fruizione complicata può incidere notevolmente sulla cosiddetta frequenza di rimbalzo, ossia sulla permanenza o meno sul sito degli utenti.

Altro dato significativo riguarda le app: circa il 60% del tempo totale su mobile viene trascorso utilizzando le applicazioni, in testa Whatsapp e Facebook, più diffuse soprattutto tra i giovani Under 30.

Aumenta anche la visualizzazione dei video su mobile – ne parliamo qui – con una maggiore frequenza rispetto allo scorso anno, passando dal 3,3 al 4,4% di utenti in media al giorno.

Tutto questo rappresenta una svolta importante per i professionisti della comunicazione che devono tenere in considerazione ogni singolo dato ai fini di strategie efficaci che siano vincenti sul web, in ottica tanto mobile quanto desktop, cambiando per gli utenti il modo di interagire con i contenuti. Da non sottovalutare, infine, la visibilità garantita da Google ai siti Mobile-friendly, portandoli in alto nella classifica delle ricerche grazie agli algoritmi sviluppati nell’ultimo anno.

Pillole di formazione

Cinque motivi per cui inserire i video nella tua strategia di Marketing

I video sono strumenti sempre più presenti nelle strategie di Marketing aziendali. Quali sono i motivi per cui risultano vincenti rispetto a testi e semplici immagini?

1_L’effetto Catching. I video hanno una percentuale maggiore di catching rispetto alle immagini, grazie ad una semplice caratteristica che manca a queste ultime: coinvolgono più sensi. Si sa che da sempre il Marketing si lega alle emozioni e un video che comprende suoni, effetti visivi e musiche stimola ogni canale legato ai processi decisionali che, come ben sappiamo, non sono per niente razionali.
2_La pubblicità. Come ci ha insegnato Youtube negli ultimi anni, la pubblicità inserita nei video è un’enorme fonte di introiti. Un video di pochi minuti può essere intervallato da inserzioni che hanno un costo, generando entrate importanti se parliamo di canali o pagine Social aziendali con un numero elevato di utenti. Le Brand stories, inoltre, come nel caso di Instagram, aggiungono ulteriori strumenti per le aziende per accrescere la visibilità e migliorare la Web Reputation.
3_Il monitoraggio delle visualizzazioni. Tramite i video possiamo monitorare quante e, in alcuni casi quali, persone hanno dedicato il loro tempo a guardare un nostro contenuto. Che un video sia live o passato dal montaggio, le potenzialità di visibilità sono esponenziali, soprattutto rendono la comunicazione più “reale” ed interattiva, grazie ai commenti e alle condivisioni che possono rimbalzare anche per mesi.
4_Il target. I format video sono studiati da autori e marketer per raggiungere un obiettivo: il pubblico target. Il boom di tutorial di ogni genere, di pagine completamente dedicate alle video-notizie o di video girati da blogger e influencer hanno spopolato a tal punto da generare un business di miliardi di dollari che muove a tutti gli effetti i mercati e gli acquisti delle nuove generazioni.
5_Conversioni. Entro il 2019 i video costituiranno più dell’80% del traffico sul web e per questo saranno ancor di più un ottimo alleato per aumentare le conversioni ai siti aziendali.

Un terzo del tempo speso online è dedicato alla visione dei video, un dato fondamentale che ci fa capire come sia fondamentale inserire in una strategia di marketing almeno una voce a loro dedicata. Studiare il proprio target e creare una storyboard accattivante è il primo passo per generare contenuti in grado di attrarre gli utenti.
Curioso di saperne di più? Partecipa ad uno dei nostri corsi Visual. Per info formazione@mediaworksrl.it

Pillole di formazione

Il Seo Specialist per arrivare primi sui motori di ricerca

Il SEO Specialist è tra le figure più cercate e più pagate nel panorama dei lavori digitali, grazie alle competenze tecniche che permettono di trasformare le parole in chiavi per arrivare nelle prime posizioni sui motori di ricerca.

Ma cosa fa davvero chi si occupa di SEO?
–    Studia il mercato e le ricerche degli utenti
–    Analizza i contenuti di un sito web
–    Scrive e ottimizza testi per il web, inserendo tag e keyword che rispecchino le metriche di ricerca degli utenti
–    Aiuta il sito ad essere in prima pagina, ad esempio su Google o Yahoo e ad incrementare il traffico di visitatori
Per citarne alcune.

Una vignetta pubblicata qualche tempo fa ben esplicita l’importanza di tutte queste attività correlate alla figura del Seo: “Il miglior posto dove nascondere un cadavere è la seconda pagina di Google!”. Niente di più vero, considerando che riuscire ad arrivare in alto nella SERP tramite posizionamento organico è un’impresa non così facile come sembra, sia a causa della concorrenza sia per gli annunci pubblicitari che occupano i primi risultati.

Quanto valore possiamo dare, dunque, alle competenze in Seo? Sicuramente altissimo, considerando gli “spintoni” che i siti web e i blog si danno per ottenere visibilità nell’infinito mare della rete. Un lavoro di ricerca e di indicizzazione aiuta non solo ad aumentare i volumi di visite ma anche ad ottenere ciò che per cui il sito è stato creato, ad esempio incremento del database, richieste di informazioni, iscrizioni a newsletter o acquisti in rete. Dunque, chi è il Seo Specialist? È la persona che accompagna l’utente nell’individuazione del risultato che corrisponde alle informazioni che cerca.

Seo è parte del secondo modulo di Formazione 2.0, il corso in Social Media Managament, Digital Marketing e Web Mastering in partenza a febbraio 2018, dedicato a chi vuole entrare nel mondo della comunicazione Digitale.

Pillole di formazione

Corporate Storytelling, l’arte di raccontare l’azienda

Vendere è diventata una parola sempre meno utilizzata nel mondo della comunicazione. Con l’avvento delle nuove tecnologie e l’accesso continuo ad internet tramite  smartphone, le distanze tra aziende e customer si sono accorciate, tanto che è ormai evidente come la forza della pubblicità sui mezzi tradizionali abbia perso nel tempo la capacità di “influenzare” i comportamenti dei consumatori.
Quali sono, quindi, gli strumenti che nell’era Hi-tech permettono di raggiungere il grande pubblico? Sicuramente sono molteplici e lo storytelling d’impresa – o Corporate Storytelling – è il primo su cui puntare. Sembra scontato, eppure condividere le esperienze, le attività e la vita istituzionali può essere il modo più semplice e diretto per “persuadere” l’utente, perché “i consumatori amano conoscere e comprano anche il pezzo di storia che sta dietro l’azienda”.
Come le campagne Adwords o Facebook che ormai sono pane quotidiano per un’impresa che sceglie di essere visibile sul web, il Corporate Storytelling si sta diffondendo con sempre maggiore efficacia, tanto che si prevede l’apertura di Corporate Storytelling Department nei prossimi tre anni con figure esclusivamente dedicate a ricoprire tale ruolo. Un lavoro per veri narratori, che allo stesso tempo “raccontano “ seguendo una strategia ben definita, che sappia parlare ad un pubblico ampio di cui si conoscono e comprendono intenti ed interessi, in breve le loro storie.

Corporate Storytelling è parte del quinto modulo di Formazione 2.0, che approfondisce tutti gli aspetti legati a questa strategia, inserita in tutti i piani di comunicazione che mirano ad ottenere l’attenzione degli utenti e a coltivarla nel lungo periodo.