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Le aziende-piattaforma: come la community si trasforma in risorsa per le aziende

Le aziende – piattaforma si stanno espandendo da diversi anni nell’ecosistema digitale in modo molto rapido, tanto che risulta difficile comprendere quanto stiano modificando le nostre abitudini e i modi di pensare. Aziende del tutto analogiche, di rimando, per adeguarsi a questo cambiamento si stanno espandendo anche nel mondo informatico, con l’obiettivo di essere competitive con le native digitali.

Quella che stiamo vivendo è una rivoluzione in un certo senso inversa a quella industriale. Se quest’ultima ha portato la potenza delle macchine all’interno delle fabbriche, quella digitale ha rafforzato l’intelligenza umana e l’ha trasferita all’interno delle aziende trasformandola in risorsa di business.

Le aziende – piattaforma, infatti, sono social organization che operano in rete con un impatto globale e si sviluppano con più facilità rispetto ad altre perché sfruttano le interazioni e le logiche collaborative tra i consumatori, rendendoli produttori di contenuto. Per fare un esempio, la piattaforma Airbnb nel giro di un decennio è stata valutata circa 24 miliardi di dollari, pur non essendo proprietaria di nessun appartamento, ma fondando il suo modello di business sugli annunci dei suoi utenti.

Secondo “Platform Revolution”, l’azienda-piattaforma è  “un nuovo modello di business che usa la tecnologia per connettere persone, organizzazioni e risorse in un ecosistema interattivo in cui possono essere create e scambiate incredibili quantità di valore”.

Il report The Rise of the Platform Enterprise pubblicato dal Center Global Enterprise, rappresenta una raccolta a livello mondiale di tutte le aziende – piattaforma dei diversi settori (media, viaggi, libri, musica, energy, trasporto, ecc.). Per queste tipologie di aziende, che si sviluppano tramite una piattaforma digitale, è stato coniato un termine: Platfirm.

Alcuni esempi di Platfirm possono essere i social network come Facebook, Twitter, Snapchat, gli e-commerce come Amazon e Zalando, siti di prenotazione viaggi come Booking e Airbnb, siti di trasporto come Uber, servizi musicali come Spotify e così via.

La differenza tra “firm” (azienda tradizionale) e “platfirm” è semplice: un’azienda tradizionale è caratterizzata da un’infrastruttura e da una catena di valore che si organizza per consegnare al cliente finale il proprio prodotto/servizio. Una “Platfirm”, invece, è una realtà più dinamica, che si struttura come un sistema operativo a piattaforma, dove l’erogazione del prodotto/servizio dipende, quasi o del tutto, dal cliente finale e dalla sua interazione con gli altri. Le Platfirm che stanno nascendo in moltissimi settori sono giunte a modificare non solo le strategie di business ma spesso anche le dinamiche dei mercati internazionali in cui operano.

Come possono le aziende fisiche trarre vantaggio da questa trasformazione?

È stato elaborato un modello di supporto ad ogni platform strategy che può essere adattato sia alle platfirm native che alle aziende tradizionali, intenzionate a investire in una trasformazione digitale: il cosiddetto modello TDD (Thinking – Designing – Deploying).

-Nella prima fase (Platform Thinking) si lavora per identificare attività e strategie che possono gettare le basi per la creazione di valore di un’organizzazione sul modello della piattaforma.

-Nella seconda fase (Platform Designing) si analizzano e si progettano gli elementi di design e co-progettazione che andranno a costituire il servizio offerto.

-Nella terza ed ultima fase (Platform Deploying) viene costruita l’esperienza e la customer journey che la piattaforma farà vivere al suo cliente.

Le Platfirm hanno aplificato il concetto di unione che fa la forza, trasformando le logiche collaborative del web e delle community in un nuovo modo di fare impresa.

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Digital Transformation: i trend del 2018 da tenere d’occhio

La Digital Transformation sta cambiando il modo di approcciarsi ai mercati globali, creando modelli più fluidi e dinamici in cui le aziende subiscono un cambiamento sia tecnologico che culturale. Il 2018 vedrà l’affermarsi di tecnologie che aumenteranno il processo della digitalizzazione delle aziende e della convergenza sempre più costante tra mondo fisico e mondo digitale.
Tutto questo porterà le aziende ad adottare strategie innovative per la crescita del proprio business attraverso i trend tecnologici e i vantaggi della digital transformation. Quali saranno i trend:

1. Intelligenza Artificiale

È la capacità di un sistema tecnologico di svolgere attività e risolvere problemi tipici dell’uomo. Un must che aziende di tutti i settori stanno sviluppando per migliorare non solo le qualità dei loro prodotti/servizi ma anche la qualità di vita dell’uomo. Dai dispositivi mobile, alle smart home, per arrivare alla previsione sugli acquisti e all’anticrimine, l’intelligenza artificiale farà sempre più parte delle nostre vite.

2. Realtà Aumentata e Realtà Virtuale

Sempre in continua evoluzione, le aziende sfruttano la realtà aumentata per migliorare l’esperienza di consumo dei loro clienti. Basti pensare che Ikea con la sua app Ikea Place sfrutta questa tecnologia per far posizionare tutti i prodotti a catalogo nelle case dei loro clienti.
Differente è invece, l’approccio della realtà virtuale. Sebbene le tecnologie si assomiglino parecchio, questa crea intorno agli occhi di chi osserva un’ambiente irreale, dando la sensazione di trovarsi in un altro luogo (vedi Oculus Rift e la Playstation VR).

3. Big Data Analytics

Rappresentano tutto ciò che può portare valore alle aziende in termini di customer experience. Il recente caso scoppiato intorno a Facebook ha dimostrato quanto la raccolta dati e un’analisi accurata possano portare ad una conoscenza approfondita del target, raggiungere obiettivi aziendali e migliorare (o peggiorare) il rapporto con i clienti.

4. Internet of Things

L’espressione “Internet delle cose” è riferita a tutto ciò che può essere collegato alla rete (diversi dai computer). Passo importante della digital transformation, ha l’obiettivo di connettere diversi dispositivi digitali tra loro per semplificare le abitudini e le attività dell’uomo: alcuni esempi sono i più recenti smartwatch, i sensori per i semafori, l’illuminazione cittadina e molto altro ancora.

5. Blockchain

È un database distribuito di transazioni crittografate su una rete di tipo peer-to-peer (Distributer Ledger Technology), nel senso che non c’è un server centrale su cui è disposto il database, ma è presente contemporanemente su tutti i server dei partecipanti alla blockchain. All’interno di questa catena sono presenti infomazioni sulla transazione, su come è stata creata, ottenuta e scambiata. La Blockchain guarda al futuro delle prossime intese digitali.

6. Riconoscimento Biometrico

È un sistema informatico in costante evoluzione che migliorerà il rapporto uomo-macchina e lo aiuterà nei sistemi di autenticazione, identificando in una persona il proprio tono di voce, il movimento del corpo, l’impronta digitale e il riconoscimento facciale (alcuni esempi possono essere gli smartphone di ultima generazione e la digital banking).

7. Droni

Affermato come trend già nel 2017, per questo nuovo anno è previsto sia un aumento delle vendite a livello commerciale, sia un aumento di spesa da parte di governi ed imprese.
I campi di applicazione sono molteplici: dall’agricoltura per la supervisione e la cura dei campi, al trasporto di materiale di prima necessità, in campo militare, nel settore cinematografico, per il controllo della qualità dell’aria, nella prevenzione degli incendi, giornalismo e fotografia e così via.

Ora che abbiamo visto quali saranno i trend del 2018 di cui non si potrà fare a meno, non ci resta che osservare quali aziende riusciranno ad affermare la propria digital transformation.

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5 Tool per Social Media Manager: creare, gestire e pianificare contenuti web

La gestione professionale dei social media è un lavoro creativo che, allo stesso tempo, richiede un’ottima capacità gestionale. Per questo motivo sul web proliferano i tool per social media manager, fondamentali per trasformare la sua creatività in contenuti efficaci e pianificare strategie efficaci per i clienti.

Oggi vi proponiamo 5 tool per social media manager – totalmente gratuiti – che possono semplificare la gestione quotidiana del lavoro tra appunti, compiti da portare a termine e contenuti da pubblicare.

1. Trello
Dall’esperienza su campo abbiamo appreso un grande insegnamento, l’organizzazione è la chiave di tutto! Trello funziona come un blocco appunti digitale, su cui si possono creare più bacheche e definire compiti, scadenze, creare collaborazioni con altri utenti e allegare file alle note. Il vantaggio è quello di potersi collegare dovunque ci si trovi per un check delle proprie task giornaliere, senza dover scaricare alcun software sul proprio pc.
Uno strumento utile e potente proprio in virtù della sua semplicità e immediatezza, per organizzare il lavoro quotidiano, prendere appunti e condividere le idee con i propri colleghi.

2. Fanpage Karma
Il Social Media Manager ha l’arduo compito di far capire al cliente che le performance di una pagina non si misurano in termini di like, ma è la qualità a fare la differenza. Tra i tool per social media manager gli viene in soccorso Fanpage Karma, un ottimo “Account” di supporto, che permette di verificare le performance delle pagine gestite, con i competitor dei propri clienti. Farlo è semplicissimo: si seleziona il social di riferimento e si inserisce l’url della pagina con cui si vuole fare un confronto. La piattaforma evidenzierà il migliore, ma soprattutto quali sono le variabili su cui intervenire per migliorare le performance del cliente.

3. Pocket
Come una tasca in cui infiliamo tutti i bigliettini da “ricordamelo più tardi”, Pocket permette di salvare da tutti i siti web quei contenuti che vogliamo tenere a mente per leggerli in un secondo momento o per accedervi più volte senza perderli o doverli ricercare in cronologia. Una sorta di lista preferiti del proprio browser, ma allargata a qualsiasi piattaforma sul web. Utilissima per tenersi sempre aggiornati o per salvare in memoria spunti e idee per la propria programmazione.

4. Hype Type
Per gli stories addicted, questo è un tool che dà vivacità ai contenuti di Instagram. Tramite l’applicazione è possibile animare i testi nelle storie, che ormai le aziende più attente alla comunicazione online hanno integrato stabilmente nella propria strategia di comunicazione. Un modo divertente e interattivo di creare contenuti di qualità in modo veloce e senza ricorrere a progettazione grafiche impegnative, per fare storytelling sulle novità e i piccoli momenti di vita quotidiana del proprio brand.

5. Google Calendar
Sulla scia della condivisione, infine, tra i tool per social media manager regna sovrano il calendario Google, che permette di tenere sempre aggiornata la nostra agenda – grazie alla sincronizzazione con servizi online esterni, come Yahoo!, o del proprio computer, come iCalendar o Outlook – e di condividerla con i colleghi per organizzare brainstorming, riunioni progettuali o semplicemente per avere ogni giorno la visione completa dei nostri impegni e task da svolgere per i clienti.

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Lavoro digitale, le nuove professioni del web più cercate dalle aziende

L’avvento del digitale ha completamente trasformato il mondo del business e del lavoro, creando nuove professionalità e nuove competenze richieste sia ai dipendenti che alle figure dirigenziali. Il lavoro digitale è sempre più richiesto dalle aziende, ma la formazione nel settore risulta ancora carente e offre pochi percorsi di studio effettivamente in grado di rispondere alle competenze ricercate.

La preparazione risulta, così, la più grande barriera allo sviluppo del settore digital. Da una ricerca condotta da SAP nel 2017 è emerso che il 64% dei dipendenti di un’azienda non possiede le competenze necessarie alla trasformazione digitale, mentre solo il 15% possiede le skill richieste dal ruolo ricoperto.

Dunque, tutto si muove sul web e a sua volta il web si muove grazie ai professionisti, che spesso risultano sconosciuti, sia in termini di potenzialità che possono avere nella Business growth, sia in termini di lavoro concreto che tali professionisti svolgono quotidianamente, come dipendenti o freelance.

Facciamo una panoramica delle professioni più richieste nell’ambito del lavoro digitale.

1. Digital Business Analyst
Avere un sito con contenuti accattivanti ed eccellenti non basta per convertire il traffico generato. È fondamentale che qualcuno si occupi dell’analisi dei dati. Il Digital Business Analyst è colui che analizza le proiezioni dei dati di vendita, i risultati delle campagne di marketing e studia la fetta di mercato di riferimento. Parole chiave del suo ruolo sono ricerca, analisi del target, lettura delle buyer personas; tenendo sempre conto dei dati qualitativi e quantitativi utili a capire le ragioni del successo di un contenuto piuttosto che di un altro.

2. Web Developer
Si occupa di costruire un sito, svilupparne l’architettura e garantirne il funzionamento, attraverso i linguaggi di programmazione o l’utilizzo di CMS. Questi ultimi, in particolare WordPress e Joomla, attualmente sono in assoluto i più utilizzati. Questo è, dunque, un lavoro tecnico, mirato ad ottimizzare l’usabilità di un sito web lato utente seguendo delle linee guida di progettazione stabilite a monte.

3. Social Media Manager
Il social media manager è una figura che cura la presenza di un brand o altro ente sui social network e ricopre un ruolo trasversale all’interno di un progetto di comunicazione. Il suo compito è quello di gestire diverse piattaforme, mantenendo una visione d’insieme su tutti i canali di comunicazione e attuando azioni differenti che rientrano in modo coerente in una strategia complessiva. La sua è un’attività che non può prescindere dalla SEO, dal blogging e neanche dal web design; la sua competenza principale, infatti, è proprio quella di saper andare oltre il singolo strumento.

4. Web Copywriter
È un professionista della scrittura che produce contenuti testuali per il web, campagne di web marketing, email promozionali, comunicati stampa, blog e Social Media. Distinguendosi in molti aspetti dalla scrittura tradizionale, la scrittura per il web comporta non solo uno studio delle piattaforme su cui si veicolano i testi e del target, ma anche delle parole chiave utili ad incrementare le visite e a creare engagement tra i lettori.

5. Seo Specialist
Il suo compito è aumentare il traffico su un sito curando il posizionamento organico di una piattaforma web sui motori di ricerca (Google, Yahoo!…). Obiettivo è l’acquisizione nel tempo di nuovi contatti e nuovi clienti che navigano il sito web, trovando un prodotto o un servizio di cui hanno bisogno. Si occupa dunque degli aspetti tecnici di conquista delle prime posizioni sui motori di ricerca.

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Cinque tool gratuiti per Social Media Manager

Essere un Social Media Manager significa pianificare, gestire, programmare attività e contenuti che aumentino la visibilità e l’engagement di un brand o di un’azienda presso gli utenti. Aiutarsi con scorciatoie e strumenti che semplificano e implementano il “management” può risultare utile nella gestione quotidiana dei diversi canali e dei contenuti aggiunti in programmazione.

Oggi vi parliamo di cinque strumenti diversi e – totalmente gratuiti – che ogni Social Media Manager dovrebbe aggiungere tra i preferiti del browser.

1. Tweetdeck
Avete sempre desiderato cinguettare in differita? Ora è possibile accedendo da web con le credenziali di Twitter e calendarizzando contenuti in base alla data e all’orario previsti per il post. La schermata è composta da cinque colonne: il pannello di gestione, la home page in cui monitorare gli aggiornamenti in ogni momento, le notifiche, i messaggi in ingresso e il pannello in cui sono elencati tutti i tweet inseriti. Usarlo è davvero intuitivo e  richiede meno di un minuto per la programmazione, utile quando si vuole lanciare un contenuto contemporaneamente su più social network.

2. Canva
Piattaforma gratuita di editing e grafica –  Guy Kawasaki ne è il Chief Evangelist – presenta una svariata selezione di modelli e tipologie di layout adatte a tutte le occasioni e social network. Header di blog, post di Instagram, inviti e flyer sono solo alcuni dei possibili progetti realizzabili online, senza necessità di scaricare alcun software. Tanti i font, le icone in formato vettoriale e le immagini utilizzabili – molte invece richiedono un upgrade alla versione premium – con un infinito spazio in database che permette ad ogni utente di caricare contenuti originali o dal web. Il download del progetto è altrettanto semplice, basta scegliere il formato desiderato e indicare la cartella di destinazione per il salvataggio. E il gioco è fatto!

3. Bitly
La condivisione di link spesso è limitata dalla lunghezza chilometrica dell’indirizzo url. Per renderlo più “smart” e visivamente attraente abbreviarlo è la soluzione migliore. Con Bitly servono pochi semplici passi

  • Accedere tramite Facebook o registrarsi
  • Cliccare in alto a destra sul bottone “Create Bitlink”
  • Incollare l’url
  • Copiare l’url in uscita generato dal sistema ed utilizzarlo sui social network

Altra funzione utilissima sono gli insight, che indicano il numero di click sul link e la loro fonte, un ulteriore modo per monitorare visite al proprio sito o ai siti dei clienti.

4. Facebook Symbols
Sembra scontato, eppure avere tutte le emoticon da poter inserire nei post in un’unica schermata rende la ricerca della “faccina” adatta decisamente più veloce. Divise per categorie – come nella chat di Whatsapp – il significato di ogni emoticon viene svelato dal puntatore. Un copia e incolla e la ritroveremo nel testo del post.

5. Google Analytics
I dati, i report, i risultati. Sono parole che contano nel Social Media Marketing. Ogni azione provoca una reazione uguale e contraria, si direbbe in Fisica, stessa cosa vale per i siti web in cui i dati ci aiutano a capire se la nostra strategia sta andando o meno a buon fine. Google Analytics permette di monitorare il numero di visite, capire la fonte di provenienza, la frequenza di rimbalzo – cioè la frequenza con cui un lettore esce dalla pagina visitata, e la percentuale di uscita – per citare alcune funzioni. Per i report da inviare ai clienti Google Analytics è uno strumento fondamentale a supporto del Social Media Manager, così come per studiare nuove strategie che migliorino valori in rosso.

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Il meme “tu no” impazza sul web. I post più virali della rete

Un nuovo trend virale sta impazzando nelle ultime ore in tutto il mondo.

Di cosa si tratta? Del meme “TU NO”.

Dalla politica, al cibo, alla musica, le grafiche più disparate sono rimbalzate su Facebook e Twitter facendo il giro della rete. L’idea di fondo è molto semplice: otto immagini raffigurano cose o persone che hanno una certa rilevanza e al centro del collage è posta un’immagine in netto contrasto con le altre, campeggiando la scritta in rosso “TU NO”.

 

Da cosa è nato?
Per capire meglio il meccanismo risaliamo all’origine di questo viral trend, partito dalla pagina Facebook Netflix latinoamerica.

Nella vignetta sono raccolti i personaggi secondari della serie tv Tredici, con al centro Courtney Crimsen, la meno amata tra tutti.
“Loro hanno conquistato il nostro cuore pur essendo personaggi secondari. Tu no”. Un modo alternativo per dichiarare lo scarso affetto verso i personaggi delle serie tv.

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Come anticipato, non è stato questo il solo ambito in cui gli utenti si sono sbizzarriti.

Da buoni Italiani, abbiamo intercettato dal profilo Twitter di Pormene l’esaltazione della pizza in tutte le sue declinazioni, tranne una. La pizza con l’ananas.
“Grazie pizza per rallegrare la nostra vita con ogni fetta. Tu no”

 

Continuiamo a cogliere i risvolti divertenti, tornando tra i social Italiani.

Sulla pagina Facebook dei The Jackal l’ironia stavolta è destinata al membro più ansioso e nerd del gruppo Gianluca Fru. “Grazie per aver reso The Jackal un gruppo fantastico. Tu no”. Inutile dire che i fan hanno risposto con entusiasmo all’iniziativa.

 

Quando si tratta di viral trend, Mediawork è sempre pronta a rispondere alla chiamata.
Con simpatia, dedichiamo il nostro meme al cugino di turno, invitandolo a seguire il nostro corso Formazione 2.0.
Essere un Social Media Manager è una professione. Tu no”.

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Milioni di posti in attesa del candidato perfetto: cercare lavoro nell’era digitale

Da una recente intervista al fondatore di Talent Garden, Davide Dattoli, pubblicata su La Stampa è emerso che sono 4 i milioni di posti di lavoro che non vengono assegnati per mancanza di candidati con competenze specializzate. La causa è la velocità con cui si stanno evolvendo le professioni e la carenza di piani di formazione che sappiano rispondere a tali cambiamenti.

La formazione continua è la chiave
Dimentichiamoci di terminare un percorso di laurea e “chiudere i libri”. Le tecnologie correlate alle nuove professioni cambiano giorno dopo giorno e ci obbligano ad incrementare continuamente le nostre competenze. Anche le aziende, che stentano a trovare personale qualificato, puntano sull’aggiornamento delle risorse per tenerle con sé nel lungo periodo. Ma il divario tra domanda e offerta resta oggi ancora abissale.

Cercare lavoro è un lavoro

I posti vacanti sono tanti e, se si ritiene di avere tutte le carte in regola e rientrare tra coloro che rispondono ai requisiti richiesti, bisogna sapersi presentare nel modo corretto e indirizzare la ricerca alla giusta rete. Sfruttare tutti i canali professionali più importanti, dedicare il giusto tempo ad estendere la propria rete, concentrarsi sul Personal Branding per creare un profilo sui social e nella vita che sia compatibile con il lavoro che si desidera svolgere. Tutto questo impegno può portare via ore o giorni interi, ma è fondamentale per ottenere ciò che si vuole.

Il web è il tuo settore se…

Partiamo dal presupposto che parliamo di figure professionali nuove e allo stesso tempo ricercate. Se le proprie attitudini e passioni portano nella direzione del Digitale allora è il caso di dare un’occhiata ai lavori con maggiori possibilità di occupazione:
– Esperti di Web marketing
– Esperti di E-commerce
– Sviluppatori di siti web e app
– Esperti di Design Digitale
Sono lavori complessi che fanno capo a dinamiche che difficilmente vengono insegnate tra i banchi universitari. Una formazione specializzata e professionalizzante, informarsi e frequentare gruppi sui social network e fiere di settore è un buon modo per diventare appetibili.

Semplici step per andare a segno

Cosa fare, dunque, per colpire il recruiter dell’azienda per cui ci si vuole candidare?
1°step: Avere un curriculum sempre aggiornato che parli in modo esaustivo delle esperienze e competenze digitali
2° step: Fare in modo che il curriculum arrivi sulla sua scrivania, cioè saper parlare di sé stessi nel curriculum
3° step: Farsi selezionare, confermando le competenze scritte su carta
Sembrano passaggi scontati, eppure non lo sono. Bisogna essere intraprendenti e avere ben chiaro l’obiettivo che si vuole raggiungere.

Nessuna azienda che riconosca un potenziale negherà ad una risorsa che ritiene valida un colloquio conoscitivo o un posticino nella cartella “Candidati interessanti”.

Marketing e comunicazione, Mediawork at work, Web & Social

Prima lezione e tante soddisfazioni per il corso in Social Media Marketing a Cassino

Grande successo per la prima lezione del corso in Social Media Marketing alla facoltà di Lettere e Filosofia di Cassino a cura di Mediawork srl.
Quattro ore di full immersion nel primo modulo dedicato al Marketing e al Web Marketing, in cui i ragazzi hanno appreso l’importanza della transizione alle nuove dinamiche generate dai Social Network e i Siti Web. Le relazioni tra le aziende e i clienti sono cambiate, passando da un rapporto unilaterale, in cui è il brand a dettare le regole, ad un rapporto multidirezionale, in cui al centro viene posta la “conversazione” tra azienda e cliente, dove è quest’ultimo a dettare legge.

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Argomento interessante per gli studenti provenienti per lo più da indirizzo umanistico, che hanno dimostrato con la loro curiosità e le loro domande alla docente Stefania Delli Colli, di essere pienamente consapevoli di questo processo che sembra concettualmente complesso, ma che contribuiamo ad implementare quotidianamente senza nemmeno rendercene conto.

Social Media Marketing

Il team formazione di Mediawork è decisamente entusiasta del “mood” dell’aula e felice di avere ancora altri giorni da trascorrere con queste menti vivaci e “affamate” di conoscere gli strumenti di lavoro nel mondo Digital.

Vi aspettiamo venerdì 7 aprile alle 09.00 per una nuova lezione sui Social Network!

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Marketing e comunicazione, Mediawork at work, Web & Social

Parte a Cassino il primo corso in Social Media Marketing

“Che strana macchina è l’uomo. Gli metti dentro lettere dell’alfabeto, formule matematiche, leggi, e doveri ed escono favole, risate e sogni.”
(Fabrizio Caramagna)

Parte lunedì 3 aprile il primo corso in Social Media Marketing a cura di Mediawork srl, organizzato in collaborazione con l’associazione Primavera Studentesca dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale e in partnership con l’ente di formazione Sida Group Management Academy.
Il corso, della durata complessiva di 30 ore, ha come obiettivo quello di fornire conoscenze teoriche e strumenti operativi fondamentali per operare nel campo del Web Marketing. Il programma prevede un ampio approfondimento sugli argomenti cardine, a partire dai principi del Marketing per terminare con il Copywriting e le tecniche di scrittura Seo e Sem.

Mediawork scende nuovamente in campo con la formazione, per garantire un’offerta in grado di rispondere alle esigenze di un territorio ricco di opportunità, con le giuste potenzialità per una notevole crescita nella digitalizzazione delle aziende e di tutte le attività dell’area, in cui crediamo fortemente. La nostra esperienza ci ha portato negli anni a seguire il naturale percorso di sviluppo e acquisizione di nuove competenze professionali di tutte le risorse umane di Mediawork, dandoci la possibilità di investire ogni giorno sulle capacità e la professionalità individuali. Per questo siamo entusiasti all’idea di portare la nostra esperienza al di fuori del nostro ufficio, per condividerla con chi ha deciso di diventare un professionista nel nostro ambito.

Il Corso in Social Media Marketing ha coinvolto tutto il team nell’organizzazione di un’esperienza formativa che ci permetterà di portare il nostro expertise in materia di Web Communication in un contesto affascinante, come lo è un’aula di studenti ricchi di entusiasmo nell’intraprendere un nuovo percorso.

Lo ammettiamo, siamo più emozionati di loro, ma convinti che saranno giorni di crescita reciproca e stimolante!

Vi aspettiamo lunedì 3 aprile alle ore 14.00 presso via Zamosch, 43 Cassino.

Per tutte le info sul corso e sul calendario delle lezioni:
Segreteria Mediawork: 377.5113041
E-mail: lab@mediaworksrl.it

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#MIA2016 – FESTA DELLA RETE. TUTTI I VINCITORI

Sabato 3 dicembre si sono tenuti i Macchianera Internet Awards, #MIA2016 per i nerd, che hanno premiato le migliori categorie web italiane, votate dal pubblico.
39 categorie, 381 nomination, 127.358 votanti, 2.532.145 i singoli voti. I vincitori parlano chiaro: la differenza la fa chi sa parlare alle persone. Ecco a voi le categorie più interessanti:

La testata online <a href="http://Lercio.it" >Lercio.it è stata premiata come Miglior Sito in assoluto con 33.738 voti, davanti a Giallo Zafferano e Il Fatto quotidiano, vincendo anche nella categoria Miglior sito di satira con 33792 preferenze, battendo in solitaria le veterane Spinosa.it e Nonciclopedia che ottengono meno della metà dei voti.

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La pagina Facebook che ha ricevuto più approvazioni è Commenti memorabili: con 17623 voti conquista i follower a colpi di risate mettendo in evidenza i commenti degli utenti associati alle foto più improbabili.
Il Miglior personaggio-influencer del web è il direttore del Tg di La7 Enrico Mentana con 28543 voti, diventato ormai un’icona per i suoi tweet e post su Facebook. Suo è anche il Miglior Hashtag #webeti, che ha ottenuto la medaglia per il neologismo più condiviso del 2016.

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Non si smentiscono gli “-er” italiani. Miglior Tweeter è il re dell’Edicola mattutina Fiorello con 20269 voti. Miglior Youtuber, la guru veneta del trucco trapiantata a New York Clio Make Up con 29336 voti. Fedez viene eletto il Miglior Instagramer con 13143 preferenze, mentre lo scettro di Miglior sito Fashion & Beauty va alla fidanzata blogger e modella Chiara Ferragni per The Blonde Salad con 25046. Francesca Crescentini, premiata per aver raccontato ai follower i suoi libri preferiti su LibriniTegamini è la Miglior snapchatter con 6471 voti.

Con i suoi video divertentissimi sulla vita delle donne, il Personaggio rivelazione dell’anno è Tess Masazza con 26422 voti. Non si può dire che sia stato altrettanto gradito Matteo Salvini, decretato il Peggior cattivo online da 16532 persone. Sulla scia dei dibattiti, la Miglior polemica online è quella scatenata da Gianni Morandi e la sua spesa al supermercato di domenica ottenendo con 13956 voti.

Amazon strappa di misura lo scettro a Netflix, premiata come Miglior canale tv, aggiudicandosi il titolo per Miglior Brand Online dell’anno.

Least but not last, cosa sarebbe il web senza i professionisti del settore? La Miglior Web Agency italiana è la milanese We are social con 6491 voti.