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Le campagne abbonamenti Serie A, chi vincerà la sfida?

E’ passato poco tempo dall’ultima giornata, ma la Serie A non sembra essere andata mai in vacanza, impegnata con la sessione di mercato estiva e le strategie di marketing per ripartire al meglio nella stagione che verrà. Mentre i giocatori si godono questi ultimi giorni di mare, le dirigenze e le sezioni amministrative continuano incessanti il loro lavoro gestionale, trattative e scandali a parte, ciò che anche rende interessante questo periodo, soprattutto per appassionati di comunicazione e pubblicità come noi, sono le campagne abbonamenti del prossimo campionato.

 

Non tutte le squadre ne hanno una, almeno per ora. Linee diverse, pay off che mirano ad impressionare, hashtag, foto che racchiudono un sentimento, sono questi gli elementi fulcro per richiamare i supporter più incalliti.

juve_roma Partiamo dalla Roma, una delle più attive da sempre su questo argomento. Stile epico e chiari riferimenti alla sua storia gloriosa sono perni importanti del suo stile. A seguire, la Juventus, che, da quanto è emerso in vari articoli, sembra aver beneficiato di un plagio della squadra spagnola CD Badajoz con un’immagine che ritrae un face painting a strisce bianconere. Campagna costruita dalla agenzia creativa di Lapo, ma ciò non toglie che la “somiglianza” sia stata troppo evidente, al punto da aver creato un piccolo grande caso. Ma attenti a chiamarla Rubentus.. Beccati! verona_milan

Altro caso interessante è il Milan che fa leva sulla tipica dicitura di matrimonio per incoraggiare una Fossa dei Leoni più arrabbiata che mai per come sono andate le cose ultimamente. A differenza delle altre l’Hellas Verona sceglie un “testimonial” di casa, Luca Toni, protagonista nell’ultima annata, in cui ha vinto a 38 anni il titolo di capocannoniere. Come non abbonarsi quando in campo ci sono bomber così?

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E poi le neopromosse che, sulle ali dell’entusiasmo, contano di vedere i loro stadi gremiti per raggiungere la salvezza e scrivere delle belle pagine di calcio. Il Bologna sceglie il parallelismo tra calciatore e tifoso, complementari come i colori della società, mentre il Carpi, semplice ed efficace, sceglie la gioia della promozione per racchiudere la grande soddisfazione.

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Samp e Sassuolo, entrambi esempi molto “inglesi” nel loro concept: l’una fa riferimento alla magia delle coreografie doriane con un gioco di parole bello e profondo, l’altra dà spazio al legame familiare e l’importanza della fede sportiva.

gen_inter Chiudiamo con Genoa e Inter , piuttosto simili nel loro messaggio di fondo: tutte e due richiamano la presenza allo stadio per poterne assorbire le emozioni e vivere l’esperienza unica del tifo. Quello sano. Insomma sembra che le sfide siano già molto calde, ma chi vincerà sul campo?

pubblicità da urlo zucca mediawork
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Pubblicità da urlo, anzi da Halloween!

Manca poco più di una settimana alla festa più spaventosa dell’anno: Halloween.
Com’è noto, le origini della ricorrenza sono celtiche, ma ormai il 31 Ottobre viene celebrato in molte parti del mondo.

Halloween non è più una festa dedicata solo ai più piccoli, anzi sembra proprio che i più colpiti siano dei tizi grandi e grossi, identificati con il nome di “pubblicitari”: per un giorno all’anno, mettono giù la maschera di finte persone serie e tirano fuori la loro vera natura di mostri, creando fantastiche adv a tema scary. Quindi, se non avete impegni per venerdì 31, vi diamo noi da fare: spaventatevi dando un’occhiata a queste campagne pubblicitarie a tema!

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Curiosità: quando sentite qualcuno dire “Noi siamo italiani, Halloween è una nostra festa che non ci appartiene. E’ tutta una trovata commerciale degli ultimi anni!” smentite il tutto dicendo che:
A) i celti hanno dominato anche l’Italia centro-settentrionale, quindi, siamo stati “contaminati” prima di quanto credano,
B) nessuno vi obbliga a festeggiare… se poi gli spettri in giro quella notte decidono di attaccarvi, beh, noi vi avevamo avvisati!

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Codice a barre: mass-code o arte contemporanea?

Esattamente 66 anni fa, l’idea di creare un simbolo che identificasse i prodotti alimentari venduti in un supermercato – e velocizzasse così le operazioni di cassa – popolò i pensieri di due studenti inglesi di Ingegneria, N. J. Woodland e B. Silver: nacque così il codice a barre.

Il barcode, negli anni, è stato oggetto di critiche spietate da parte degli oppositori della globalizzazione, dell’omologazione della società, della massificazione dell’uomo, considerato alla stregua delle merci che compra. Con la sua evoluzione in QR Code – tanto caro alla popolazione smartphone addicted – alcuni hanno gridato alla rivoluzione, ad un modo tutto nuovo di trasmettere messaggi.

Da memorizzatore di informazioni, a tatuaggio indelebile sulla pelle – in senso ironico o meno – vediamo insieme le re-interpretazioni più simpatiche ed innovative del codice a barre, come in tante campagne pubblicitarie per stampa o sul web.

codice a barre

codice a barre collage

Oh, a momenti lo dimenticavamo: buon compleanno Barcode!