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Cinque tool gratuiti per Social Media Manager

Essere un Social Media Manager significa pianificare, gestire, programmare attività e contenuti che aumentino la visibilità e l’engagement di un brand o di un’azienda presso gli utenti. Aiutarsi con scorciatoie e strumenti che semplificano e implementano il “management” può risultare utile nella gestione quotidiana dei diversi canali e dei contenuti aggiunti in programmazione.

Oggi vi parliamo di cinque strumenti diversi e – totalmente gratuiti – che ogni Social Media Manager dovrebbe aggiungere tra i preferiti del browser.

1. Tweetdeck
Avete sempre desiderato cinguettare in differita? Ora è possibile accedendo da web con le credenziali di Twitter e calendarizzando contenuti in base alla data e all’orario previsti per il post. La schermata è composta da cinque colonne: il pannello di gestione, la home page in cui monitorare gli aggiornamenti in ogni momento, le notifiche, i messaggi in ingresso e il pannello in cui sono elencati tutti i tweet inseriti. Usarlo è davvero intuitivo e  richiede meno di un minuto per la programmazione, utile quando si vuole lanciare un contenuto contemporaneamente su più social network.

2. Canva
Piattaforma gratuita di editing e grafica –  Guy Kawasaki ne è il Chief Evangelist – presenta una svariata selezione di modelli e tipologie di layout adatte a tutte le occasioni e social network. Header di blog, post di Instagram, inviti e flyer sono solo alcuni dei possibili progetti realizzabili online, senza necessità di scaricare alcun software. Tanti i font, le icone in formato vettoriale e le immagini utilizzabili – molte invece richiedono un upgrade alla versione premium – con un infinito spazio in database che permette ad ogni utente di caricare contenuti originali o dal web. Il download del progetto è altrettanto semplice, basta scegliere il formato desiderato e indicare la cartella di destinazione per il salvataggio. E il gioco è fatto!

3. Bitly
La condivisione di link spesso è limitata dalla lunghezza chilometrica dell’indirizzo url. Per renderlo più “smart” e visivamente attraente abbreviarlo è la soluzione migliore. Con Bitly servono pochi semplici passi

  • Accedere tramite Facebook o registrarsi
  • Cliccare in alto a destra sul bottone “Create Bitlink”
  • Incollare l’url
  • Copiare l’url in uscita generato dal sistema ed utilizzarlo sui social network

Altra funzione utilissima sono gli insight, che indicano il numero di click sul link e la loro fonte, un ulteriore modo per monitorare visite al proprio sito o ai siti dei clienti.

4. Facebook Symbols
Sembra scontato, eppure avere tutte le emoticon da poter inserire nei post in un’unica schermata rende la ricerca della “faccina” adatta decisamente più veloce. Divise per categorie – come nella chat di Whatsapp – il significato di ogni emoticon viene svelato dal puntatore. Un copia e incolla e la ritroveremo nel testo del post.

5. Google Analytics
I dati, i report, i risultati. Sono parole che contano nel Social Media Marketing. Ogni azione provoca una reazione uguale e contraria, si direbbe in Fisica, stessa cosa vale per i siti web in cui i dati ci aiutano a capire se la nostra strategia sta andando o meno a buon fine. Google Analytics permette di monitorare il numero di visite, capire la fonte di provenienza, la frequenza di rimbalzo – cioè la frequenza con cui un lettore esce dalla pagina visitata, e la percentuale di uscita – per citare alcune funzioni. Per i report da inviare ai clienti Google Analytics è uno strumento fondamentale a supporto del Social Media Manager, così come per studiare nuove strategie che migliorino valori in rosso.

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Facebook Workplace – La nuova frontiera della Comunicazione Interna.

Zuckerberg segna un altro punto nel mondo della Comunicazione, rilasciando sul mercato una nuova piattaforma speculare all’ormai conosciutissimo Facebook, rivolta esclusivamente alle aziende. La loro somiglianza nel layout, esplicitamente voluta, permette un approccio familiare, che in breve tempo dovrebbe renderlo il principale strumento di comunicazione nelle organizzazioni. Workplace, evoluzione di Facebook At Work già sperimentato negli scorsi anni, ha lo scopo di mettere in contatto i dipendenti delle aziende dovunque essi si trovino, da casa, da un’altra città o da un altro ufficio, snellendo, allo stesso tempo, la mole di dati e di informazioni che circolano in canali molto spesso dispersivi.

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La rigida comunicazione istituzionale diventa condivisione di contenuti, eventi e notizie utili alla quotidianità lavorativa: da una presentazione del Ceo a semplici aggiornamenti tra colleghi, non ci saranno limiti nelle comunicazioni attraverso le funzionalità della piattaforma, adattata sia ai computer che ai device mobili. Sul sito ufficiale si legge: “Turn your ideas into action”, a sottolineare il potenziale strategico dello scambio di informazioni trasformato in servizi e prodotti. Come è possibile? Attraverso appositi strumenti come Gruppi per discussioni e brainstorming, News per essere sempre aggiornati, Video live a sostituire le riunioni, Chat per la messaggistica istantanea, Videochiamate per accorciare le distanze e altri tools che rendono meno distaccate le interazioni tra colleghi e Manager, il tutto dando priorità alla massima protezione dei dati sensibili.
Inoltre offre la possibilità di comunicare anche con i dipendenti di altre compagnie, facilitando il flusso e rendendo più diretti i rapporti con l’esterno.

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Il “Killer delle email istituzionali” è stato adottato già da oltre mille aziende nel mondo, da Danone e Starbucks a Save The Children, mentre non compaiono ancora Companies italiane nella lista. A differenza del cugino in borghese, Workplace avrà un costo che oscilla da uno a tre dollari mensili per utente. (a seconda del numero di lavoratori che effettivamente utilizzano la piattaforma.) Anche in azienda, dunque, le informazioni e i contatti ufficiali potranno assumere una nuova dimensione social-e. La presidente di Facebook Emea, Nicola Mendelsohn, ha descritto Workplace come “un modo per dare voce a tutti i membri di un’organizzazione, ma la cosa ancora più importante è che velocizzerà i processi decisionali.

Se siete curiosi o volete suggerire la piattaforma al vostro capo visitate il sito https://workplace.fb.com/

Universo Snapchat
Advertising World

Snapchat: un nuovo social da esplorare

Il mondo dei social un po’ come il sistema solare, tanti piccoli pianeti che insieme formano uno schema più complesso, il World Wide Web. Un paragone che ci piace perché, riflettendoci, il nostro comportamento è semplice: osserviamo, visitiamo e poi salutiamo un social. Esattamente le stesse fasi che gli scienziati della NASA mettono in atto nell’esplorazione dei pianeti appartenenti al sistema che ruota attorno al Sole.

L’ultima analisi dedicata al comportamento degli italiani nell’utilizzo dei social ci fa pensare a Facebook come al Pianeta Terra, casa d’origine dell’internauta. Qua, sul social network più popolare, trascorre gran parte del suo tempo libero, lasciandosi di tanto in tanto incuriosire dai nuovi mondi, pur tornando sempre all’ovile.

Audiweb by Nielsen

L’aver scoperto tutte le potenzialità – e contemporaneamente i limiti – di Twitter e Google+ ha spinto gli utenti, perso l’interesse, a salutare queste due piattaforme che, non a caso, segnano una brusca diminuzione in termini di accessi. Un fenomeno che ricorda, continuando nella nostra metafora spaziale, la conclusione delle missioni Apollo.

Lapalissiano dire che la curiosità spinge l’uomo a viaggiare ed osservare galassie inesplorate, ma è la semplice verità. Funziona così anche per i social, strumenti che ci fanno capire i nuovi interessi e le nuove forme di comunicazione. In termini di novità, non possiamo allora trascurare l’astro nascente di Snapchat, il network che negli ultimi mesi identifica i bisogni degli italiani.

Una crescita rapida anche in Italia che segue la tendenza già ben avviata in altre nazioni, soprattutto per merito di popolari star dello spettacolo che hanno deciso condividere selfie, clip ironiche e qualche chicca.  Tra gli account popolari spiccano quelli di Justin Bieber, Rihanna, Miley Cirus, Jennifer Lopez, Jessica Alba, Selena Gomez e tantissimi altre celebrità.

Rihanna Snapchat Bieber Snapchat Jessica Alba Snapchat

Se avete più di 30 anni, probabilmente vi starete chiedendo cos’è Snapchat. Si tratta di un social ibrido, una sorta di Instagram ma con le caratteristiche che hanno reso celebre Whatsapp.
La sua particolarità? L’autodistruzione di tutti messaggi, in stile agente segreto, peculiarità che porta in molti ad eccedere nei contenuti condivisi; per questo motivo va invece usato con moderazione (!).
Le funzioni? Sono sicuramente tante, dal breve video di 10 secondi, alla foto arricchita di effetti speciali o didascalie simil-Paint.

Snapchat

Entrando nel dettaglio, l’obiettivo dichiarato di Snapchat è quello di avvicinare il dialogo virtuale ad una conversazione face-to-face. Basta pensare alle funzionalità introdotte di recente, tra le quali la possibilità di effettuare video chiamate, anche verso utenti non presenti in chat, scambiarsi messaggi vocali, video e foto con l’aggiunta di centinaia di sticker e filtri. Una vera e propria Chat 2.0. Su Snapchat gli utenti non si limitano a dialogare, ma al tempo tempo stesso raccontano una storia, ancor più interessante se bizzarra ed originale.
Un mondo e un modo di comunicare che sicuramente incuriosisce i più giovani e al quale sempre più brand stanno strizzando l’occhio, essendo un’app che fa della velocità e della semplicità, in un unico termine smart, il proprio punto di forza. Un’idea potrebbe essere ad esempio raccontare i dietro le quinte dei propri spot con un tocco d’ironia oppure proporre un social care facile e capace di soddisfare nell’immediato la richiesta del cliente. Quest’ultimo fronte sembra essere, al momento, il più combattuto. Le aziende, grandi o piccole che siano, hanno già iniziato a sviluppare programmi di assistenza su Facebook e Twitter, senza dimenticare che presto (si spera) potranno godere di un servizio Whatsapp dedicato.

E noi, da osservatori del cielo costellato di social dalla vita più o meno breve, ci chiediamo se l’ultimo arrivato riuscirà o meno a costruirsi un pubblico fidelizzato, evitando che la navicella spaziale torni su Facebook… scusate, sulla Terra.

contatto erede
Social trend

Facebook annuncia il contatto erede

Immaginate la scena:

– “Amico, promettimi una cosa: se un giorno non dovessi farcela… Bè insomma, ti andrebbe di gestire il mio account?”-

Quale potrebbe essere l’espressione in volto di chi ascolta? Attonita, forse, sarebbe dir poco. Qualsiasi ambasciata ci si aspetterebbe, ma mai una proposta del genere sembrerebbe così impellente. Eppure Facebook, e l’attenzione nei suoi confronti, è anche questo.

Da oggi infatti, in Europa, arriva il contatto erede, un’impostazione che prevede di delegare il proprio account a una persona cara in caso di decesso e rimanere in vita sul social, qualora si passi a “miglior connessione”.

La nuova gestione potrà essere importante non tanto per la sopravvivenza virtuale ma per gli amici e familiari, che così continueranno ad interagire con il fresco defunto almeno sulla piattaforma e continuare a tener vivo il suo ricordo.

contatto erede

 

Il servizio è disponibile anche nell’applicazione mobile per iPhone e iPad. Volete sapere come trovarla? Andate in impostazioniprotezione ed infine cliccate la voce contatto erede, dopodiché starà al delegato accettare o meno la richiesta. Ovviamente c’è tutto il tempo per cambiare idea, finché si è nelle possibilità…

E pensare che, ai tempi della guerra, i soldati moribondi erano soliti affidare nelle mani dei colleghi lettere o oggetti personali da far recapitare ai propri cari in ricordo. Il sistema è lo stesso più o meno. Come cambiano i tempi…

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Il Jovanotti più social che c’è

Di nuovo Jovanotti. Sempre, come ogni album. Nuovo sound, nuovo trend. Quelle liriche così facili e dirette, così a portata di mano per tutti; quel suo atteggiamento futuristico ma comunque legato alla veracità delle cose. Quarantotto anni suonati ed essere sempre sul pezzo, manco ne avesse la metà, fa si che Lorenzo sia un artista trasversale e capace di abbracciare ogni generazione.

Qualche anno fa  un contest con Red Bull premiava il miglior remix di “Ti porto via con meed è notizia di questi giorni che un ragazzo pisano di 19 anni, solito suonare in piccoli pub, sarà il suo nuovo chitarrista. L’elisir di questo grandissimo performer risiede nel suo camminare al passo con i tempi e le generazioni, riuscire a comunicare e colpire in ogni canale con totale naturalezza, tanto con Mollica quanto con i suoi video col telefonino. Promuovere i remix spontanei del suo pubblico nel nome della democrazia musicale e  al tempo stesso fare scouting come si faceva una volta: tutto questo è Jova.

Il Jovanotti più social che c'è

Non molto tempo fa, a proposito di Sanremo, Mediawork pubblicò i podi dei cantanti più “smanettoni” con i canali di condivisione. Ebbene, con oltre due milioni su Facebook e altrettanti e più su Twitter, Jovanotti è l’artista più social che c’è: a metà tra groove e web. L’utente Cherubini non ha bisogno di pianificare una campagna di comunicazione per raccontarsi: nelle sue pagine vincono la spontaneità e la semplicità ed un verbo che utilizza il codice del nostro tempo. Un occhio sempre rivolto al futuro, ai nuovi modi di interfacciarsi con il suo pubblico e trasversalità, tanta. Infatti, grazie alla sua passione per il Moto Gp e l’amicizia con Guido Meda, da pochi mesi passato a Sky Sport, la sua “E’ la Scienza Bellezza”, contenuta nel suo ultimo album, sarà la sigla del nuovo promo Sky, a connotare l’energia versata nelle sue canzoni. 

Un precursore, un tradizionalista, un influencer, dal palco al DIY! Aspettiamoci tutto da questo Lorenzo.

 

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26 libri per Zuckerberg

Il pluri milionario Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, si rende protagonista per il suo nuovo proposito di inizio anno. Il giovane imprenditore statunitense non è nuovo a trovate insolite, ma questa sua ultima iniziativa sembra essere decisamente qualcosa di davvero costruttivo.
Nasce infatti ‘A Year Of Book’, una pagina istituita da lui stesso sul ‘suo’ social, interamente dedicata al mondo dei libri, con proposte e discussioni inerenti. La community vuole diventare un vero e proprio club dedicato ai booklovers di tutto il mondo, con la mission di fondo di riuscire a leggere 26 nuovi libri l’anno.
La pagina ha riscontrato l’immediato boom fra gli utenti, con un feed che attualmente arriva a quasi 245.000 like in pochi giorni. Il risultato è che il primo libro proposto da questo ‘club’,“The End of Power” di Moisés Naìm, ha esaurito ben presto le disponibilità di Amazon e delle altre piattaforme di vendita. Un pò come l’effetto che generò la grande Oprah Winfrey con il suo Oprah’s Book Club di qualche tempo fa, una rubrica del suo celebre talk show che proponeva le migliori novelle in uscita. Inutile aggiungere che i testi presentati in questa speciale sezione della trasmissione televisiva sono diventati in breve tempo bestsellers.Quindi anche se il buon Zuckerberg non ha portato qualcosa di totalmente inedito bisogna dargli atto che dovremmo avere ogni inizio anno propositi del genere.

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Dite (h)Ello all’antagonista di Facebook

Audacia, bellezza, semplicità e trasparenza: questi i principi inseriti nel manifesto di lancio di Ello, nuovo social network che, a detta dei più, sembra avere tutte le carte in regola per trasformarsi nel nemico n°1 di Facebook.

Ma, è davvero così? Troppo presto per dire sì o no, ma non troppo per una propria valutazione. Come si suol dire “ai post l’ardua sentenza”, quindi, date un’occhiata alle caratteristiche di Ello fino ad ora rese note e traete le vostre conclusioni!

1. Accessibile solo su invito

Le prime statistiche ci dicono che ogni ora i gestori ricevono 40 mila richieste di invito. La curiosità è davvero tanta!

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2. E’ un social  ADV free

Non c’è storia: zero contenuti push. Non sono permesse pubblicità, di nessun tipo.  Ma neanche Tumblr ammetteva annunci sponsorizzati, eppure adesso…

 

3. Community LGBT friendly

A Ello del vostro orientamento sessuale non importa davvero niente. Ma, del resto, perché dovrebbe?

 

4. E’ possibile registrarsi con un nome di fantasia

5. Tutti i profili sono pubblici

6. Non si possono bloccare altri utenti

Una combo notevole per quelli che hanno gridato al favoreggiamento allo stalking nei riguardi di Facebook, per via del progetto della chat anonima. Diciamo che, allo stato attuale, la privacy forse è un po’ il tallone d’Achille del social.

ello profilo utente

Ma per una nuova piattaforma che nasce, non è detto che un’altra debba essere abbandonata… o forse no?

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The Social Media Trip Experiment

È la settimana di Ferragosto e, pur volendo partire, non riuscite ad organizzare la vostra vacanza, probabilmente per colpa dei prezzi?
Se non volete abbandonare l’idea di partire, potreste sempre imitare Fausto, Gianni e Matteo, inventori del Social Media Trip Experiment nell’estate del 2013.

In breve:
dagli Appennini alle Ande forse no…
ma da Empoli a Messina sicuramente si, e spendendo meno di 100 € con un viaggio di 7 giorni attraverso il centro Sud italia.
Missione ideata, per gioco, pianificata e poi realizzata dai 3 amici che si sono posti la sfida di passare insieme una settimana di vacanza, spendendo il meno possibile.
Per riuscirci hanno sfruttato la potenza dei socia network, attraverso i quali hanno forse raggiunto l’obiettivo più importante: dimostrare che non sono solo uno specchio deformante della nostra voglia di narcisistico protagonismo, ma anche un prezioso strumento per atti di altruismo e generosità.
La pagina Facebook di Social Media Trip Experiment  puntava sulla condivisione della notizia per cercare online persone disposte ad offrire passaggi, alloggi o pasti ai tre viaggiatori.
Cosa si otteneva in cambio, oltre naturalmente alla possibilità di compiere una buona azione e divertirsi a condividere con i tre guasconi un pezzetto del loro originale viaggio on the road?
Un certificato di partecipazione, rilasciato dal trio, pronto a far bella mostra di sé proprio sulla bacheca Facebook personale.

 

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Visto che la meta designata è stata raggiunta nella data prevista per prendere il volo di ritorno già prenotato, possiamo pensare che il passaparola online abbia funzionato e che lungo la loro strada Fausto, Gianni e Matteo abbiano incontrato tante persone disposte ad aiutarli nell’impresa, con un passaggio in autostrada, un divano per la notte o un invito a pranzo con la famiglia.
Dopo il coach-surfing, la nuova frontiera del viaggio low cost sembra davvero passare da qui.
Potreste provarci anche voi, no?

 

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