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Smart Working e trasformazione digitale | Le nuove frontiere del lavoro

Nuova cultura organizzativa e tecnologie avanzate: sono questi i fattori chiave dello smart working, lo scorso anno ufficialmente introdotto nel nostro Paese. Una transizione che risponde perfettamente alle esigenze di un’Industria 4.0, che cavalca l’onda della Digital Transformation e delle opportunità che essa offre. 

In cosa consiste lo Smart Working? 

Smart, una parola che nella lingua madre ha tante sfaccettature e allo stesso tempo un significato condiviso: intelligenza. In questo caso assume una connotazione legata all’evoluzione, al restare competitivi nei mercati di appartenenza, rinnovandosi e ascoltando i nuovi spunti del cambiamento, con l’obiettivo di rispondere in modo veloce e flessibile alle richieste di clienti e dipendenti.

Parliamo di aziende, ovviamente, che hanno deciso di investire nel digitale, rendendolo il fulcro della loro attività, tanto organizzativa quanto economica. L’Italia si sta muovendo a piccoli passi in tale direzione, confermando il gap innovativo e i ritardi nella digitalizzazione infrastrutturale e dei metodi di lavoro. Eppure nell’ultimo anno stiamo acquisendo “agilità”, grazie anche all’introduzione della Legge n. 81 del 22 maggio 2017, che regolamenta gli accordi tra lavoratore e azienda, garantendo al dipendente parità di trattamento in termini sia retributivi sia di tutele per infortuni sul lavoro o malattie professionali.

“Lo Smart Working è prima di tutto un modo nuovo di stare nell’organizzazione, non si concede, non si fa quando si è a casa. È un accordo, un modo più maturo di relazione tra organizzazione e lavoratori”, come sottolinea Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano. 

Smart Living, Smart Spacing, Smart Dressing 

Obiettivo dello smart working è favorire la conciliazione tra vita privata e vita lavorativa dei dipendenti, grazie ad un nuovo di gestire spazio, tempi e strumenti. Superata la barriera degli spazi tangibili del lavoro in ufficio, scanditi per postazioni, scrivanie e reparti, lo smart working trova collocazione in uno spazio virtuale, il cloud, in cui trasmettere, ricevere e consultare dati relativi a progetti e task assegnate. Non solo. L’intelligenza sta anche nel poter decidere del proprio tempo, all’interno di un ambiente domestico, un parco, una spiaggia, per vivere esperienze a cui solitamente il dipendente può dedicarsi nel weekend o nel periodo di ferie e di farlo, soprattutto, con un dress code più “agile”, appunto, che lo pone in una condizione di maggior efficienza. Ovviamente, lo scopo è soltanto uno: raggiungere gli obiettivi prefissati e contribuire allo sviluppo dell’azienda. 

Digital – Smart – Jobs, le nuove professioni 

Pubblica Amministrazione e aziende private si stanno lentamente adattando a questa formula di lavoro, puntando soprattutto sull’ingresso di risorse con competenze digitali avanzate, che bilanciano le carenze dei dipendenti di vecchia data. Realtà molto diversa, invece, per le aziende che già da tempi non sospetti hanno fatto delle nuove discipline e delle figure lavorative di ultima generazione il loro punto di forza, come nel caso delle Agenzie di Comunicazione, completamente improntate sul digitale.
Social Media Manager, Web Marketer, Graphic Designer, Webmaster, Digital P.R. sono solo alcune delle professionalità che naturalmente sono portate allo smart working e alle collaborazioni a distanza, avendo la possibilità di vivere la vita creativa e operativa del team in sede tanto quanto da casa. 

Vantaggi e svantaggi

Per entrare in questo nuovo sistema, l’azienda necessita di un’organizzazione ferrea, basata sulla responsabilità e la gestione dei tempi e dei compiti, non sempre elementi scontati. Un modo di fare “alla Google”, in cui ciò che conta non è il tempo trascorso alla scrivania, ma il risultato raggiunto alla fine della giornata. 
Tirando le somme, vediamo insieme vantaggi e svantaggi dello smart working: 

> Vantaggi

  • Diminuiscono gli spazi e le infrastrutture e, di conseguenza, si abbattono costi aziendali
  • Il lavoratore è meno stressato, potendo gestire in modo diverso orari e spostamenti durante il giorno
  • Migliora la qualità della vita aumentando il tempo libero del dipendente, non più confinato al fine settimana 
  • Si riduce l’assenteismo, aumentando la produttività e l’efficacia del lavoro 

> Svantaggi

  • Diminuisce la capacità di controllo del lavoro, con un incremento delle figure o software deputati al monitoraggio dei compiti e dello stato di avanzamento dei progetti 
  • Ci sono rischi maggiori sull’esposizione dei dati, non più limitati alle intranet aziendali ma condivisi in luoghi virtuali facilmente hackerabili
Save the date

Expo 2015: tra avanguardia e sostenibilità

L’Expo 2015 diventa sempre più green, non solo nel suo main concept, ma anche nelle risorse utilizzate per la preparazione. La notizia infatti è che due giorni fa, il 6 gennaio 2015 appunto, è stata riconosciuta la sostenibilità di Expo 2015 in seguito all’ ottenimento della certificazione di conformità allo standard internazionale Iso 20121:2012, rilasciata dall’ente di certificazione di terza parte Dnv Gl.

Quest’acquisizione si riferirà a tutte quelle attività di pianificazione delle azioni inerenti a questo grande evento e diventando così, seppur dopo le Olimpiadi di Londra 2012, la prima Organizzazione di Esposizione Universale ad aver sviluppato un sistema formalizzato di analisi e gestioni di temi legati alla sostenibilità.

Cosa significa praticamente tutto questo? Che, ad esempio, buona parte del legno utilizzato per l’allestimento dei padiglioni sarà certificato Pefc, un ente che garantisce che l’intera filiera del legno sia gestita nel rispetto degli standard internazionali di sostenibilità ambientale, economica e sociale. Rispetto per le leggi e per la natura insomma! Tutto questo a testimoniare il legame di Expo con l’ambiente e quanto la sua salvaguardia sia un elemento centrale e trasversale di questa grande kermesse. Un valore aggiunto, quindi, ed un passo in avanti verso la prospettiva di un futuro sostenibile del mondo e della società.

Ecco come ci si avvicina sempre di più all’idea che questo grande evento mondiale possa diventare un’esperienza educativa e culturale prima di tutto, dove i partecipanti di diversa provenienza potranno dialogare fra loro, in un clima di cooperazione e condivisione.

Ricordiamo alcuni dati: per Expo 2015 sono stati investiti circa 4 milioni di euro e si svilupperà in una zona che coprirà ben 1,7 milioni di metri quadrati (zona Rho); ospiterà 147 partecipazioni ufficiali ed ha fornito circa 40.00 posti di lavoro. L’area espositiva si snoderà in 8 grandi padiglioni e al centro di questa sorgerà la Torre dell’Expo, alta 200 metri, il doppio del Duomo. Ma date un’occhiata al contributo offerto dalla nostra infografica, dove abbiamo “exposto” i dati più significativi. Tra gli aggiornamenti più freschi da citare c’è sicuramente il progetto del padiglione russo, presentato pubblicamente l’11 dicembre e che trovate tra le news del sito ufficiale dell’Expo 2015, ma si aspettano ancora altre novità. To be continued…

infografica expo milano 2015