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billboard 6x3
Mediawork at work

Il 6×3, come catturare l’attenzione del pubblico

Nonostante le nuove tecnologie e i nuovi modi di comunicare abbiano ridisegnato nuovi modi di fare pubblicità, il buon vecchio 6×3 rimane ancora uno strumento grafico importante nelle strategie promozionali dei brand.

Trai i sistemi outdoor, infatti, il billboard è ancora  il numero uno, e ciò è dimostrato dal fatto che si investe ancora molto su di esso, in termini di tempo per l’ideazione e di denaro speso. I motivi per cui sceglierlo ancora sono “evidenti”: viene visualizzato praticamente da tutti, domina l’area in cui s’affaccia e se efficace attenti a code o tamponamenti su strada. Si perché, solo sfruttando al meglio lo spazio a disposizione ed utilizzando la giusta dose di creatività, la gente prenderà nota e si preparerà a compiere l’azione prevista dal piano.

billboard 6x3

Anche Mediawork propone spesso l’utilizzo di questo strumento di comunicazione urbana ai suoi clienti, tenendo naturalmente conto delle loro esigenze. Un caso in cui è risultato particolarmente vincente è stato il lancio dei saldi di un’attività commerciale che opera nel settore Home, con oggettistica, articoli da casa e bomboniere, situata a pochi chilometri dai nostri uffici.
Per ovviare ad uno dei problemi del cliente, la scarsa visibilità del punto vendita, abbiamo sfruttato proprio una postazione 6×3 dislocata ad un incrocio a poche decine di metri dall’attività. Come tema della campagna abbiamo scelto immagini di sicuro impatto sul target femminile di riferimento: la prima volta teneri gattini, la seconda messaggi ispirati ai quiz show della tv commerciale anni Novanta.
Abbiamo così verificato che i dolci “musetti” di mici, contenuto virale sul web, conservano lo stesso potere ipnotico anche sul formato maxi dei cartelloni stradali, cat-alizzando l’attenzione degli automobilisti fermi all’incrocio o di passaggio.

6x3_1

Allo stesso modo, per la campagna Happy Family, il messaggio ideato per il billboard è stato declinato anche nella comunicazione sulla pagina Facebook e sui volantini pubblicitari, invitando le persone a presentarsi nel punto vendita con la soluzione del quiz per ricevere omaggi e sconti.

Piccoli casi di successo in cui comunque non ci siamo allontanati da forme tradizionali per proporre campagne unconventional che portano agli estremi l’utilizzo del mezzo.
In ogni caso, se siete ancora lì a chiedervi perché ancora ricorrere al 6×3, date un’occhiata a questa gallery con alcuni tra i più geniali esempi di 6×3 di sempre.

Tylenol

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The Naval Museum of Alberta.

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Viagra.

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Law & Order

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Apple

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Denver Water

billboard 6x3

Clever Weather

billboard 6x3

 

Advertising World

Street art: semafori e strisce pedonali

Sebbene siano acerrimi nemici, pedoni e automobilisti sono accomunati da una cosa: attendere il proprio turno per attraversare la strada o per riprendere la marcia!

In alcune parti del mondo, però, artisti di strada, amministrazioni delle città o pubblicitari di turno hanno trovato una soluzione non convenzionale per abbattere la noia: usare i semafori e le strisce pedonali per distrarre chi – più o meno – pazientemente aspetta.

Un parrucchiere ha usato a suo vantaggio la segnaletica orizzontale per ricordare ai pedoni che, dall’altro lato della strada, il suo negozio li attende. Volete premiare la sua originalità andando a fare una piega da lui? Vi basterà arrivare in India.

strisce pedonali pettine

In occasione dei Mondiali in Brasile, le cosiddette zebra crossing sono state reinventate a tema calcistico.

strisce pedonali mondiali brasile

Per aiutare i pedoni di Montréal (Canada) a guadagnare i loro 15 minuti di notorietà, un’artista di strada ha fatto delle strisce un red carpet.

strisce pedonali red carpet

Il tema sociale non manca mai: in occasione del Gay Pride a Tel Aviv, l’arcobaleno è stato trasferito in una dimensione più terrena per sostenere i manifestanti.

strisce pedonali gay pride

Il semaforo dei Beatles: non si trova ad Abbey Road, ma fa lo stesso la sua figura.

traffic light beatles

Gli appassionati della saga di Tolkien non avranno bisogno di spiegazioni…

semaforo signore degli anelli

Spesso la luce verde dura pochissimo, questo traffic light disegnato dall’artista Li Ming ci consiglia di fare stretching per essere pronti alla corsa!

yoga traffic light

La testa della designer Thanva Tivawong, ha partorito l’idea di un semaforo al LED a forma di clessidra. 

semaforo clessidra

pubblicità da urlo zucca mediawork
Advertising World

Pubblicità da urlo, anzi da Halloween!

Manca poco più di una settimana alla festa più spaventosa dell’anno: Halloween.
Com’è noto, le origini della ricorrenza sono celtiche, ma ormai il 31 Ottobre viene celebrato in molte parti del mondo.

Halloween non è più una festa dedicata solo ai più piccoli, anzi sembra proprio che i più colpiti siano dei tizi grandi e grossi, identificati con il nome di “pubblicitari”: per un giorno all’anno, mettono giù la maschera di finte persone serie e tirano fuori la loro vera natura di mostri, creando fantastiche adv a tema scary. Quindi, se non avete impegni per venerdì 31, vi diamo noi da fare: spaventatevi dando un’occhiata a queste campagne pubblicitarie a tema!

pubblicità halloween cibo

pubblicità halloween don't drink and fly

adv halloween strega

adv halloween scary

zoo halloween s francisco

guinness halloween pubblicità

volkswagen halloween

Curiosità: quando sentite qualcuno dire “Noi siamo italiani, Halloween è una nostra festa che non ci appartiene. E’ tutta una trovata commerciale degli ultimi anni!” smentite il tutto dicendo che:
A) i celti hanno dominato anche l’Italia centro-settentrionale, quindi, siamo stati “contaminati” prima di quanto credano,
B) nessuno vi obbliga a festeggiare… se poi gli spettri in giro quella notte decidono di attaccarvi, beh, noi vi avevamo avvisati!

billboard capelli
Advertising World

Comunicare in grande: i migliori esempi di billboard

Dai sandwich man ai vaporetti pubblicitari a Venezia: è indubbio che la pubblicità abbia fatto passi da gigante!

Cambiano i mezzi a disposizione delle aziende per farsi conoscere, e cambiano anche i messaggi veicolati.

Nel continuo cambiamento, però, una costante l’abbiamo trovata: si tratta del billboard. Lo storico strumento pubblicitario è riuscito a sopravvivere all’era dei social network ed è in grado di creare scalpore ancora oggi.

Anche in questo caso l’uso che se ne fa è notevolmente mutato: basti pensare che in Francia i cartelloni pubblicitari vengono usati come strumento per veicolare il proprio CV ed aumentare le chance di trovare un lavoro.

 Vi proponiamo una carrellata dei più notevoli che abbiamo selezionato:

Tema sociale- obiettivo sensibilizzazione 

billboard tema sociale

Effetto sorpresa

billboard magic surprise

billboard smart mercedes

La simpatia conta!

billboard 3m scotch

billboard kellogs diet

billboard vernici naturali

billboard viagra

billboard onoranze funebri

E complimenti all’azienda LG che si è aggiudicata il Guinness World Record per il billboard più grande!

biggest billboard lg

Advertising World

Chi è il Pallone d’Oro della pubblicità?

I goleador “ci hanno messo la faccia” da sempre ed il passaggio dalle figurine Panini al piccolo schermo è stato quasi automatico.
Messi, Cannavaro, Cristiano Ronaldo, Ronaldinho, Weah sono calciatori di fama mondiale, legati da un filo conduttore che va oltre il Pallone d’Oro. Tutti, infatti, sono diventati icone di marketing – chi più, chi meno – vestendo il ruolo di testimonial dei più disparati prodotti: dai salamini Beretta alle compagnie aeree, dalle lattine Pepsi a prestigiosi marchi d’abbigliamento.

Già nel 1974 il fiorentino Antognoni prestò il suo volto per la Facis e da allora, questo tipo di collaborazioni sono state in continua escalation. Avendo già sottolineato che “Chi dice Mondiali dice pubblicità” in pieno clima mondiali ci siamo chiesti chi può essere nominato vincitore, non per i gol segnati durante la carriera, ma nel campo advertising.

 

primo calciatore testimonial

 

Chi avrà firmato più contratti per incarnare un marchio?
Al terzo posto troviamo David Beckham che è stato scelto come volto – e non solo – da Emporio Armani, Gillette, Adidas, Motorola, Pepsi, Coca-Cola, Police Sunglasses e chi più ne ha più ne metta, tanto da essere “costretto” a creare assieme alla moglie la Beckham Brand Ltd., che si occupa di sfruttare il marchio di David e Victoria Beckham tramite tv e siti web.

 

L’argentino Messi, nonostante i 4 Palloni d’Oro consecutivi, ha guadagnato solo la medaglia d’argento della nostra classifica. Lunghissima la lista di marchi per cui ha prestato la sua immagine – tra cui Lady Stork, Pepsi, Adidas, D&G – che però non è bastata a fargli guadagnare la prima posizione in cui, invece, troviamo…
Cristiano Ronaldo è il re indiscusso della classifica. Il calciatore ha recentemente abbandonato i calzoncini per indossare un abito da manager nello spot Fly Emirates, accanto al celeberrimo Pelé – che vanta dalla sua collaborazioni con la Borsa di San Paolo, Valleverde e Unicef, in qualità di ambasciatore. Nel carnet dell’attaccante del Real Madrid possiamo citare anche campagne pubblicitarie con Nike, Giorgio Armani al fianco della bellissima Megan Fox, Herbalife  e due presenze anche nel settore videogames, per Pro Evolution Soccer 2012 e ’13.

 

classifica

 

Nel nostro piccolo, anche noi del Bel Paese ci difendiamo bene e a livello nazionale possiamo incoronare il romano Francesco Totti come capolista. Degno di nota anche Ciro Ferrara che ha partecipato allo spot Danette assieme a tutta la famiglia… voglia di emulare l’ex capitano della nazionale inglese?
A quanto pare, avere un calciatore come testimonial dei propri prodotti porta buoni risultati alle aziende!  A volte, però, non vale il contrario. Basti pensare al povero Montolivo, testimonial dell’ultimo spot Simmenthal ormai nell’occhio del ciclone, che salterà il prossimo mondiale a causa di un infortunio. Tutta colpa della pubblicità premonitrice in cui si profetizzava che il giocatore sarebbe rimasto negli spogliatoi? Alcuni dicono di si… ma questa è un’altra storia!

 

montolivo